Lo sferoide di cristallo

Il team padovano che ha firmato lo studio. Da sinistra: Enrico Maria Corsini, Lorenzo Morelli, Elena Dalla Bontà, Alessandro Pizzella e Luca Costantin

Se nelle sfere di cristallo c’è chi sostiene di intravedere il futuro, negli sferoidi di stelle che si trovano al centro di alcune galassie nell’universo locale è possibile leggere il passato. A rivelare agli astronomi i trascorsi della galassia è la forma tridimensionale di queste strutture. Forma che può assumere molteplici sembianze. Ci sono i sistemi oblati (oblate systems), che ricordano la sagoma di una pizza. Ci sono gli sferoidi prolati (prolate spheroids), più simili invece a un dirigibile. O ancora gli ellissoidi triassiali (triaxial ellipsoids), che a guardarli sembrano saponette… A saperle interpretare, le fattezze 3D degli sferoidi di stelle raccontano una storia. E fra coloro che le sanno interpretare c’è un team internazionale di astronomi – molti dei quali dell’Università di Padova e associati Inaf, e non nuovi a questo tipo di studi – che ha da poco condotto un’analisi sulla forma tridimensionale delle strutture sferoidali che si trovano al centro di alcune galassie nell’Universo locale. continua ...

Reti neurali alle origini dell’universo

Crediti: Berkeley Lab

Che sia per aumentare la definizione di immagini astronomiche, o per identificare lenti gravitazionali all’interno di enormi moli di osservazioni, o ancora per scoprire pianeti extrasolari, le reti neurali rappresentano uno strumento di intelligenza artificiale sempre più indispensabile alla comprensione dell’universo.

L’ultimo esempio è riportato in un articolo, recentemente apparso sulla rivista Nature Communications a cura di un gruppo di scienziati appartenenti a istituzioni scientifiche tedesche, statunitensi e cinesi. Nel nuovo studio i ricercatori hanno dimostrato che si può istruire una rete neurale a identificare con grande precisione importanti caratteristiche presenti nelle tracce lasciate dalle particelle prodotte in un acceleratore. continua ...

Lupus 3, il serpente che emerge dalle tenebre

Una nube scura di polvere cosmica serpeggia in questa spettacolare immagine panoramica, illuminata dalla luce brillante di stelle appena nate. La densa nube è una regione di formazione stellare nota come Lupus 3, in cui stelle calde e luminose nascono dalle masse di gas e polvere che collassano. L’immagine è stata prodotta dai dati del telescopio Vst (Vlt Survey Telescope) e del telescopio da 2,2 metri dell’Mpg/Eso: è la più dettagliata di questa regione ottenuta finora.

La regione di formazione stellare Lupus 3, nell’immagine del telescopio Vst e del telescopio da 2,2 metri dell’Mpg/Eso. Crediti: ESO/R. Colombari continua ...

Stelle come tachimetri per la materia oscura

Mariangela Lisanti, nata nel 1983, è stata la prima studentessa a vincere sia la Intel Science Talent Search che la Siemens Competition, e all’età di 18 anni è stata inclusa nell’elenco TR35 della Mit Technology Review dei migliori innovatori under 35 del mondo nel 2002

A che velocità sfreccia la materia oscura intorno alla Terra? Sarebbe importante saperlo, perché questo valore ha conseguenze di vasta portata per la ricerca astrofisica moderna. Ma riuscire a determinarlo non sembra essere facile, e questa proprietà fondamentale della dark matter sta eludendo i ricercatori da molti anni. continua ...

Gold, vista panoramica sulla ionosfera

Dopo essere stato lanciato verso l’orbita geostazionaria il 25 gennaio 2018 a bordo del satellite per comunicazioni Ses-14, lo strumento Gold (Global-scale Observations of the Limb and Disk) della Nasa è stato attivato per la prima volta lo scorso 28 gennaio. Gold ha il compito di studiare nel dettaglio la ionosfera, cioè quella zona fra il nostro pianeta e lo spazio si “scontrano” i fenomeni meteorologici terrestri e quelli di space weather. Gold effettuerà queste misurazioni, con una risoluzione senza precedenti, grazie a uno spettrografo a ultravioletti. I dati risultanti permetteranno di migliorare i modelli previsionali degli eventi meteorologici spaziali che possono avere un impatto sulla vita di noi terrestri, sul funzionamento dei satelliti e sul lavoro degli astronauti nello spazio. continua ...