Phoenix riappare dopo dieci anni

Lanciato il 4 agosto 2007 dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida, il lander della Nasa Phoenix arrivò su Marte nel 2008 e rimase operativo per soli 5 mesi, analizzando il suolo e l’ambiente circostanti il sito di ammartaggio fino a quando i pannelli solari smisero di funzionare. Dopo dieci anni, la fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (Hirise) a bordo dell’americano Mars Reconnaissance Orbiter è riuscita a regalarci un nuovo scatto dei resti del lander, ormai sommersi dalla scura polvere marziana. continua ...

Spettro d’ipernova a distanza record

Prima (in alto) e dopo (in basso) l’esplosione. Crediti: Mat Smith e la Des collaboration

Se vi appassionano i record, Des16C2nm dovrebbe essere di vostro gradimento: è la supernova più lontana che si conosca. Il bagliore della sua esplosione, per giungere fino a noi, ha impiegato dieci miliardi e mezzo di anni – il che significa, tradotto in unità di misura astrofisiche, che si trova circa a z = 2. Ed è una cosiddetta supernova superluminosa (Slsn), o ipernova: le più brillanti e le più rare fra le supernove, prodotte – questa almeno è l’ipotesi attuale – dalla caduta di materia su una stella di neutroni a rotazione rapida e di recente formazione. A dispetto di questa sua esuberanza luminosa, Des16C2nm è rimasta impigliata nella rete d’un progetto pensato per studiare l’energia oscura: la Dark Energy Survey, o Des, da cui appunto il nome della supernova. continua ...

Dimmi, molecola, come balli il twist

Crediti: Wikimedia Commons

Siete destri o mancini? No, non lo stiamo chiedendo direttamente a voi bensì alle molecole di cui siete fatti. Perché conoscere la preferenza delle nostre molecole sembra essere molto più importante rispetto a conoscere la nostra preferenza nello scrivere, se con la mano destra o con quella sinistra. Quando si afferra un oggetto, a seconda della mano che si usa, le dita si avvolgono in un modo o nell’altro intorno all’oggetto afferrato e rendono la presa differente. La proprietà di un oggetto di essere non sovrapponibile alla sua immagine speculare è chiamata chiralità, ed è molto importante nel mondo delle molecole, in quanto due molecole chirali possiedono le medesime proprietà fisiche tranne il potere rotatorio (identico per intensità ma opposto di segno per ognuna di esse). Le molecole chirali mostrano lo stesso comportamento chimico nei confronti di sostanze non chirali mentre la loro interazione chimica nei confronti delle altre molecole chirali è diversa (esattamente come una mano destra, stringendo un’altra mano, riesce a distinguere se la mano stretta è destra o sinistra). Ecco perché la preferenza di una molecola a essere destra o mancina è molto più importante della nostra: alcune sostanze saranno tossiche o benefiche a seconda di quale predisposizione (mirror-twin) è presente nelle molecole. Pertanto, alcune medicine devono contenere esclusivamente la molecola destrorsa o quella mancina. continua ...

Vortici nell’atmosfera di Giove

Formazioni nuvolose nell’atmosfera di Giove, fotografate da Juno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Kevin M. Gill

La sonda della Nasa Juno, al suo undicesimo passaggio ravvicinato di Giove, ha fotografato queste stupefacenti formazioni nuvolose nell’emisfero nord del gigante gassoso. La sonda, al momento dello scatto, si trovava a “soli” 8.186 km dalla cima dell’atmosfera, praticamente un soffio, astronomicamente parlando.

L’immagine che vedete qui sopra è stata elaborata, partendo dai dati pubblici dell’imager JunoCam a bordo di Juno, da un citizen scientistKevin M. Gill. Juno è la sonda Nasa lanciata nel 2011 e che dal luglio 2016 orbita Giove per studiarne il campo magnetico e l’atmosfera. continua ...

Feynman-01, la super-Terra di Halloween

Rappresentazione artistica del fenomeno del microlensing nella sorgente Tcp J05074264+2447555. Crediti: A. Nucita

Se nella notte di Halloween non si fosse generosi di caramelle e dolciumi si rischierebbe di attirare le attenzioni di bricconcelli mascherati che, alle grida di “dolcetto o scherzetto”, ripagherebbero con varie monellerie. Nella notte del 31 ottobre 2017 ci aspettavamo l’arrivo di uno scherzetto, ma non avremmo mai immaginato di essere così felici nel riceverlo.

Come molte altre sere trascorse a scrutare il cielo, uno dei membri del nostro gruppo di ricerca, ovvero Davide Licchelli, era intento a puntare il telescopio dell’Osservatorio R.P. Feynman (localizzato nell’area urbana di Gagliano del Capo nel sud, del Salento) verso la costellazione del Toro per l’osservazione mirata (follow-up come usiamo dire nel nostro gergo tecnico) della sorgente Tcp J05074264+2447555. continua ...

Scarabei incolonnati lungo la Via Lattea

Ricercatori intenti a studiare il comportamento notturno dello scarabeo stercorario. Crediti: Chris Collingridge

Numerosi studi portati avanti finora sembrerebbero dimostrare che la volta celeste – a prescindere dai corpi più luminosi come il Sole e la Luna, dunque solo tramite le stelle e la Via Lattea – sia in grado di essere usata dagli animali come una vera e propria bussola.

L’orientamento notturno degli animali è studiato da tempo un po’ in tutto il mondo, tuttavia alcuni fra i ricercatori più autorevoli in questo campo provengono dall’Università di Lund, in Svezia. In un articolo pubblicato sui Proceedings of the Royal Society B (dove ‘B’ sta per biological sciences), il ricercatore James Foster, insieme ad altri colleghi, ha provato a verificare lo “stato dell’arte” di questo argomento, cercando di individuare gli aspetti più interessanti per indirizzare le ricerche future. continua ...

Musica prog, sogni e astrofisica

Frank Ricci (sinistra) e Francesco Tombesi (destra)

Francesco Tombesi è un astrofisico italiano che ha lavorato per diversi anni negli Stati Uniti al Goddard Space Flight Center della Nasa e alla University of Maryland. La sua ricerca sul ruolo dei buchi neri supermassicci nella formazione delle galassie si è guadagnata la copertina di Nature nel 2015. Da quasi un anno è tornato in Italia, dove lavora all’università di Roma Tor Vergata. Francesco “Frank” Ricci è un musicista e compositore che può vantare collaborazioni con mostri sacri del rock e del prog: Deep Purple, Genesis e Europe sono per citare i più famosi. continua ...

Una finestra sul passato dell’universo

Credit: Esa/Hubble & Nasa, Relics; Acknowledgement: D. Coe et al.

Questa immagine, ripresa dal telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa, mostra l’ammasso di galassie Plck G004.5-19.5. L’ammasso è stato scoperto dal satellite Planck dell’Esa tramite l’effetto Sunyaev-Zel’dovich, uno dei meccanismi che generano le anisotropie secondarie della radiazione cosmica di fondo a microonde nella direzione dell’ammasso di galassie, da parte di elettroni di alta energia presenti nel gas all’interno dell’ammasso. continua ...

Tramonto alla fine del mondo

Dopo lunghi mesi anche al Polo sud il sole è tramontato, segnando l’inizio di una notte lunghissima. Crediti: Marco Buttu / Pnra

«L’estate antartica è ormai terminata. Dopo quasi tre mesi trascorsi a Concordia Station, abbiamo appena assistito al nostro primo tramonto». Così Marco Buttu inizia a raccontare a Media Inaf le sensazioni di questo momento cruciale della missione regalandoci una parte dei pensieri annotati nel suo diario di viaggio.

Il 6 febbraio alle 9 del mattino è arrivato il fatidico giorno della partenza. Il Basler ha spiccato il volo con a bordo gli ultimi membri della spedizione estiva. La Stazione Concordia è diventata improvvisamente un luogo quasi disabitato: tutti i mezzi sono stati posti al riparo dal freddo, e all’esterno non c’è più alcun movimento. Le temperature scendono giorno dopo giorno: dai -22 gradi di fine dicembre ai -46 di oggi. Pian piano si arriverà a toccare temperature di 80 gradi sottozero, e considerato il vento, vuol dire che il corpo percepirà anche -100. continua ...

Mamma, non ho paura degli alieni!

Siamo soli nell’Universo? Inutile dire che fin dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre mostrato un bisogno impellente di trovare risposte a questa domanda. Che sia per un innato senso di curiosità verso l’ignoto o per un necessario desiderio di stabilire la propria unicità e quella della vita sulla Terra, l’essere umano è sempre stato attratto dalla possibile esistenza di esseri provenienti da altri mondi.

Oltre ad alimentare l’interesse in ambito scientifico, la ricerca di specie senzienti e civiltà simili alla nostra ha stuzzicato l’immaginazione e la fantasia della popolazione soprattutto a partire dalla metà del secolo scorso, quando abbiamo visto nascere una mole pressoché sconfinata di opere letterarie e cinematografiche nelle quali vengono descritti eventuali contatti con entità extraterrestri nelle più svariate maniere possibili. Da scenari catastrofici e apocalittici a incontri con creature benevole e razze coalizzate in gigantesche alleanze galattiche. continua ...

Voracissimi, precocissimi, ultramassivi

Buchi neri nel Chandra Deep Field South. Crediti: X-ray: Nasa/Cxc/Penn. State/G. Yang et al & Nasa/Cxc/Ice/M. Mezcua et al.; Optical: Nasa/Stsci; Illustration: Nasa/Cxc/A. Jubett

Nella composizione qui accanto si può ammirare il Chandra Deep Field South: l’immagine più profonda mai ottenuta del nostro universo nei raggi X. L’immagine di Chandra (riportata in blu) è stata combinata con un’immagine ottica e infrarossa del telescopio spaziale Hubble (Hst) (in rosso, verde e blu). Ogni sorgente nell’immagine di Chandra è prodotta da gas caldo che cade dentro un buco nero supermassiccio, nel centro della galassia che lo ospita (come ben illustrato dalla rappresentazione artistica nel riquadro in basso a destra). continua ...

Eclissi di sole antartica

Area di visibilità dell’eclissi di Sole del 15 febbraio 2018. Crediti: Fred Espenak / Nasa / Gsfc

Direttamente dalla Stazione italo-francese Concordia ci arriva in anteprima l’immagine mozzafiato dell’eclissi parziale di Sole visibile ieri, giovedì 15 febbraio, solo dalle latitudini più meridionali del pianeta. Quando due terzi del continente antartico sono stati attraversati dall’ombra della Luna. L’eclissi è stata visibile, anche se in misura minore, in parte del Cile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Brasile e Isola Falkland. continua ...

Misterioso e nauseabondo vortice su Nettuno

Anche le gigantesche tempeste ai confini del Sistema solare a volte devono dimagrire e si mettono a dieta. È il caso di un misterioso vortice osservato per due anni dal telescopio Hubble di Nasa ed Esa sul gigante, gassoso e gelido pianeta Nettuno. Dalla forma ovale, questa tempesta è passata in 24 mesi dai 5000 km iniziali ai 3700 km attuali.

Queste immagini sono state scattate da Hubble nel corso di due anni per osservare la graduale scomparsa di una gigantesca tempesta a vortice sul pianeta Nettuno. Crediti: Nasa, Esa, M.H. Wong e A.I. Hsu (UC Berkeley) continua ...

Andromeda ringiovanisce a vista d’occhio

Crediti: Adam Evans

È l’oggetto celeste più lontano che possiamo osservare a occhio nudo, senza ricorrere all’ausilio di strumenti scientifici. Parliamo della galassia di Andromeda, che per lungo tempo gli scienziati hanno considerato una vera e propria “gemelladella Via Lattea. Prima che una serie di studi cominciasse a evidenziare le tante differenze che separano i due oggetti celesti. Una conferma importante a queste ipotesi arriva da uno studio appena pubblicato fra le Monthly Notices della Royal Astronomical Society e che fornisce finalmente una data di nascita alla nostra vicina di casa galattica. continua ...

La flotta planetaria di K2: ecco i nuovi 100

Esopianeti, cioè pianeti fuori dal Sistema solare. Crediti: Esa/Hubble/Eso/M. Kornmesser

La famiglia esoplanetaria si espande a ritmi sempre più rapidi grazie alle continue scoperte messe a segno dal famoso cacciatore di pianeti Kepler. I dati raccolti da K2 (la seconda fase della missione della Nasa) hanno permesso a un team internazionale di scienziati di aggiungere alla lista dei pianeti confermati quasi 100 nuovi oggetti situati al di fuori del nostro Sistema solare. Il numero degli esopianeti confermati con i dati di K2 arriva quindi a quota 300 (pianeta più, pianeta meno). I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista Astronomical Journal. I candidati (in tempo di elezioni fanno sempre comodo!) erano all’inizio 275 in 233 sistemi: dei 149 validati come veri pianeti extrasolari, solo 95 sono risultati essere inediti e mai osservati prima. continua ...

Gli assioni vanno ripensati

La distribuzione calcolata di materia oscura (in blu) in sei ammassi di galassie, sovrapposta alle immagini in luce visibile riprese dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: Nasa, Esa, Stsci, Cxc

Con materia oscura si intende solitamente “qualcosa” che produce effetti gravitazionali, pur risultando (finora) completamente non rilevabile. Questi effetti si notano bene nelle galassie che, se fossero costituite solo da materia ordinaria, dovrebbero ruotare in maniera diversa.

Tuttavia, si suppone che la materia oscura possa interagire con la materia visibile anche in maniera non gravitazionale. Sono state ipotizzate dunque diverse particelle che potrebbero dare conto, almeno in parte, degli effetti addebitabili alla dark matter. Tra queste ipotetiche particelle cosiddette “fredde”, c’è l’assione, senza carica e con massa miliardi di volte inferiore a quella dell’elettrone, teorizzata per compensare certi aspetti legati alla cromodinamica quantistica. continua ...

Aurore danzanti su un coro di plasma

Il satellite Erg rileva gli elettroni dispersi nella magnetosfera dalle “chorus wave”. Crediti: 2018 Erg science team

Da sempre le aurore boreali hanno affascinato chiunque avesse la fortuna di poterle osservare dal vivo: drappi e onde dai colori cangianti e stupefacenti che volteggiano e piroettano nei cieli delle zone più a nord (e sud) del nostro pianeta. Il meccanismo che si cela dietro la loro danza è un segreto ben custodito ma, grazie agli sforzi di un team internazionale di scienziati e usando i dati del satellite giapponese Erg (noto anche come Arase), lanciato alla fine del 2016, è stato possibile svelarne una piccola parte: quella riguardante le aurore pulsanti. continua ...

Sherloc indaga con un pezzo di Marte

Il progetto del rover Nasa Mars 2020. Sul braccio, lo strumento Sherloc. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Rassicurati sulla continuità di finanziamento alla missione del rover Mars 2020, gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California (Usa), stanno preparando al meglio il successore di Curiosity per il lancio previsto, come dice il nome, nel 2020.

Tra le tante diavolerie tecnologiche di cui sarà dotato questo laboratorio ambulante, grande quanto un automobile, c’è anche un laser concepito per distinguere i più fini dettagli delle rocce marziane. continua ...

Eclissi solare: Sdo in prima fila

Cosa accade quando la Terra passa davanti al Sole oscurandone il disco? Se domenica 11 febbraio fossimo stati a bordo del satellite della Nasa Solar Dynamics Observatory (Sdo) avremmo assistito a un’eclissi solare. Certo, i nostri occhi avrebbero avuto dei danni irreparabili, ma lo spettacolo sarebbe stato unico. Sdo ha catturato questo breve transito (dalle 8:10 alle 8:41 del mattino ora italiana) alla lunghezza d’onda dell’ultravioletto estremo, invisibile all’occhio umano. continua ...

WFirst tagliato dal budget Nasa

Assemblaggio dello specchio primario di WFirst. Crediti: Dave Sime, Harris Corporation / TJT Photography

Questo telescopio non s’ha da fare, né ora né mai. Stiamo parlando dell’osservatorio spaziale Wide Field Infrared Survey Telescope (in breve WFirst), probabile vittima del piano finanziario Usa per l’anno 2019.

I 25 lettori di Media Inaf sapranno che questo telescopio spaziale, il cui lancio era previsto per il 2024, doveva essere una delle missioni scientifiche di punta dell’agenzia statunitense (vedi qui il nostro servizio video in proposito), un grosso competitor dell’europea Euclid (abbiamo confrontato le due missioni proprio pochi giorni fa). continua ...