Musica prog, sogni e astrofisica

Frank Ricci (sinistra) e Francesco Tombesi (destra)

Francesco Tombesi è un astrofisico italiano che ha lavorato per diversi anni negli Stati Uniti al Goddard Space Flight Center della Nasa e alla University of Maryland. La sua ricerca sul ruolo dei buchi neri supermassicci nella formazione delle galassie si è guadagnata la copertina di Nature nel 2015. Da quasi un anno è tornato in Italia, dove lavora all’università di Roma Tor Vergata. Francesco “Frank” Ricci è un musicista e compositore che può vantare collaborazioni con mostri sacri del rock e del prog: Deep Purple, Genesis e Europe sono per citare i più famosi.

Insieme hanno creato un video musicale decisamente fuori dalle righe, uno spettacolo di musica, stelle, assoli, buchi neri e sogni. Abbiamo raggiunto Tombesi per farci raccontare questo progetto.

Tombesi, com’è nata la collaborazione fra un astrofisico e un musicista?

«Sono stato contattato qualche mese fa da Frank Ricci, il suo ultimo album era nato dall’idea di abbinare le sue canzoni con dei video che trattassero temi particolari. Il suo lavoro precedente, ad esempio, riguarda il tema della violenza sulle donne. Mi ha quindi proposto il progetto di fare dei video che fossero una fusione fra musica e scienza. Contenuti scientifici che andassero di pari passo con video e musica».

Questo video rimarrà un’esperienza singola? O pensate che il progetto avrà un seguito?

«Pensiamo di sì. Per ora questo video riguarda una mia scoperta del 2015, l’interazione dei buchi neri con una galassia, ma ci sono talmente tante tematiche in astrofisica che c’è molto spazio per esplorare».

Il pezzo si chiama “Aderente”: il titolo ha un significato particolare?

«No, il titolo era stato scritto precedentemente. In futuro magari potremo trovare titoli più affini all’astrofisica».

Parlando del video: si tratta di una fantastica sequenza di immagini astronomiche. L’intento era di raccontare una storia o solo di creare un’atmosfera?

«Il video dovrebbe cercare di spiegare la storia della scoperta che ho pubblicato nel 2015. All’inizio si vede il lancio dello Shuttle Discovery nel 2011 che ho girato io a Cape Canaveral, rappresenta il viaggio verso lo spazio, dove si trovano i telescopi spaziali sensibili all’infrarosso e ai raggi x che ho usato per la mia ricerca. Da lì ci spostiamo verso il Sole, punto di partenza verso il centro della nostra galassia dove si trova un buco nero supermassiccio. A questo punto appare un testo che racconta brevemente il risultato scientifico della mia ricerca. Quindi ci dirigiamo verso lo spazio extragalattico, la tematica del mio lavoro. Infine appaiono video in sequenza che mostrano l’accrescimento dei buchi neri supermassicci. Questa parte è stata fatta in collaborazione con alcuni artisti alla Nasa, presso il Goddard Space Flight Center, per spiegare la mia ricerca: i venti generati dai buchi neri supermassicci possono impattare il mezzo interstellare e quindi andare a diminuire la formazione stellare».

Il video si chiude con un’immagine particolare, cosa significa?

«Nell’ultima parte si vede l’artista (Frank Ricci n.d.r.) che si sta svegliando. Questo rientra nella sua idea di creare un album in cui ogni traccia è un sogno o un incubo, ciascuno con una tematica diversa. In questo logica tutto il video, la canzone, la scienza di cui si discute può essere interpretata come un suo sogno».

L’esperienza negli Usa ha avuto un ruolo nella nascita del progetto?

«Sì. La Nasa dà molta importanza alla divulgazione scientifica, all’outreach, che siano immagini, musica, libri. Quindi l’esperienza presso l’agenzia spaziale statunitense mi ha insegnato l’importanza non solo di raggiungere risultati scientifici ma anche di divulgarli, quindi di cercare nuovi modi per raggiungere il pubblico».


Guarda (e ascolta) su YouTube il video “Aderente” di Frank Ricci:

Fonte: Musica prog, sogni e astrofisica

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