Esercitazione spaziale sui cieli di Ryugu

Le fasi salienti dell’avvicinamento in corso. Crediti: Media Inaf, Jaxa

Grandi manovre in corso attorno a Ryugu, a 280 milioni di km dalla Terra. Ha avuto inizio alle 8:25 ora italiana di questa mattina, martedì 11 settembre, la discesa di prova della sonda Hayabusa-2 verso la superficie dell’asteroide.

Il primo vero touchdown – durante il quale è previsto che la navicella della Jaxa raccoglierà dalla superficie di Ryugu alcuni campioni da spedire sulla Terra – è in programma per la fine di ottobre. Data la delicatezza dell’operazione, però, i tecnici della missione hanno previsto, appunto, una discesa di prova. Nome in codice TD1-R1 (touchdown 1 rehearsal 1), la manovra in corso in queste ore prevede che, alle 7:25 di mercoledì mattina, Hayabusa-2 scenda quasi a toccare Ryugu, a meno di 40 metri dalla superficie, senza però atterrare. continua ...

Intelligenza artificiale a caccia di ET

I ricercatori di Breakthrough Listen hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per cercare nei segnali radio registrati i lampi radio veloci, individuandone molti più di quanto non potrebbero fare gli umani. Inoltre, stanno usando un algoritmo simile per cercare nuovi tipi di segnali candidati come segnali provenienti da civiltà extraterrestri. Crediti: Breakthrough Listen image

L’intelligenza artificiale ha invaso molti campi, tra i quali l’astronomia e la ricerca della vita intelligente nell’universo, portata avanti da molti anni dall’ambizioso programma Seti, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence. continua ...

La Sardegna spinge per l’Einstein Telescope

Alcuni partecipanti alla conferenza. Crediti: Paolo Soletta / Media Inaf

La Società italiana di relatività generale e fisica della gravitazione (Sigrav) organizza ogni due anni una lunga convention che fa il punto sulle ultime scoperte nell’ambito delle scienze fisiche e gravitazionali. Per quest’anno l’appuntamento è a Pula, in provincia di Cagliari, dove proprio in questi giorni – da sabato 9 a sabato 15 settembre – si stanno incontrando ricercatrici e ricercatori dei più importanti istituti coinvolti in questo settore: atenei e istituti di ricerca mondiali fra i quali, per l’Italia, il Gran Sasso Science Institute (Gssi), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). A fare gli onori di casa, le due università di Cagliari e di Sassari, da cui è partita la “pazza idea” di proporre la Sardegna come sito di realizzazione per il futuro interferometro di terza generazione chiamato Einstein Telescope. Un progetto grandioso che consiste nella creazione di un triangolo di tunnel sotterranei, di dieci chilometri di lato, all’interno dei quali ospitare sei interferometri per misurare onde gravitazionali e per compiere molti altri esperimenti di fisica. continua ...

Aurora polare visibile anche dagli Stati Uniti

Le previsioni aurorali del Noaa per il 10 e l’11 settembre 2018. Crediti: Noaa/Swpc

Sonno agitato per il Sole: è in corso una tempesta magnetica lieve, di livello G1 su una scala che arriva a 5, che sta generando bellissime aurore polari visibili anche da tutto il Nord degli Stati Uniti. La tempesta è scatenata da una raffica di vento solare, ossia il flusso di particelle del Sole, scagliata da un grande “buco” aperto nella parte più esterna della sua atmosfera, cioè la corona: un fenomeno possibile anche quando la nostra stella è nella fase di attività minima del suo ciclo di 11 anni. Lo sciame di particelle solari, secondo il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, ha raggiunto la Terra muovendosi alla velocità di 600 chilometri al secondo e inizialmente l’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani (Noaa) aveva previsto per oggi una tempesta magnetica moderata, di livello G2. In quel caso, oltre a produrre spettacolari aurore, la tempesta avrebbe potuto creare problemi ai sistemi elettrici e disturbi alle comunicazioni radio alle alte latitudini. continua ...

Nasa protagonista agli Emmy Awards 2018

Cerimonia di premiazione degli Emmy Awords 2018 con la Nasa JPL protagonista per il Gran Finale di Cassini.

Il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, nominato il 13 luglio scorso dall’Accademia delle Arti e delle Scienze della Televisione (Academy of Television Arts and Sciences) per l’eccezionale programma originale interattivo sul Gran Finale di Cassini, si è infine aggiudicato la famosa statuetta degli Emmy Awards.

Il premio Emmy è il più importante premio televisivo a livello internazionale, equivalente all’Academy Award (il “premio Oscar”) per il cinema, al Grammy Award per la musica e del Tony Award per il teatro. L’Academy of Television Arts and Sciences ideò gli Emmy Awards come un’opportunità per potenziare l’immagine e le pubbliche relazioni e la bellissima statuetta dorata che viene consegnata ai vincitori, simbolo dell’organizzazione, rappresenta una donna alata con un atomo tra le mani, dove le ali rappresentano la musa dell’arte e l’atomo rappresenta la scienza. continua ...

Viaggio alle origini del vento solare

Eugene Parker nel 2017. Crediti: Jean Lachat / UChicago

L’anno scorso Eugene Parker, novantenne professore emerito all’Università di Chicago,  ha ricevuto una telefonata da Thomas Zurbuchen, direttore delle missioni scientifiche della Nasa, che gli comunicava che l’Agenzia voleva cambiare il nome della sonda Solar Probe Plus per dedicarla a lui. Superato un momento di comprensibile stupore, Parker ha acconsentito e la sonda è diventata il Parker Solar Probe. Forse non pensava di fare la storia, ma è la prima volta che la Nasa dedica una missione ad uno scienziato vivente. continua ...

Vortici misteriosi raccontano la storia della Luna

Sonia Tikoo, assistant professor al Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie della Rutgers University – New Brunswick, osserva campioni di roccia lunare in una piastra di Petri. Foto: Nick Romanenko / Rutgers University

I lunar swirls, letteralmente vortici lunari, somigliano a luminose nuvole sinuose dipinte sulla superficie scura della Luna. Il più famoso, chiamato Reiner Gamma, è lungo quasi 64.5 chilometri. La maggior parte dei vortici condivide la posizione con potenti campi magnetici localizzati, i quali deflettono le particelle provenienti dal vento solare, facendo sì che alcune parti della superficie lunare si deformino più lentamente, originando pattern luminosi e scuri. continua ...

Curiosity a caccia della tempesta maledetta

Mentre sotto il polo Sud di Marte i ricercatori italiani guidati dall’Inaf hanno trovato un lago di acqua liquida fredda e salata, dall’altra parte del Pianeta rosso il rover della Nasa Curiosity  continua il suo viaggio lento ma inesorabile attraverso rocce appuntite e lande sabbiose sconfinate a caccia di campioni di suolo da studiare. Al Sol (giorno marziano) 2164, Curiosity ha guidato per “ben” 19,72 chilometri – ehi, siamo su Marte e nessuno gli mette fretta! – all’interno del cratere Gale e da tempo ormai sta scandagliando il crinale di Vera Rubin. Trapanando qui e là, il robottino a sei ruote ha inviato a terra numerose foto e riprese, tra cui l’ultimo panorama a 360° pubblicato dall’Agenzia spaziale americana in cui si vede anche la terrificante tempesta che sta imperversando su Marte da giugno. continua ...

È nato prima l’uovo o la gallina?

Fabio Costa, ricercatore associato presso l’Università del Qeensland, Australia

L’argomento non è esattamente di quelli di quelli stretta attualità, visto che il paradosso “uovo o gallina” fu proposto per la prima volta – per descrivere il problema nella determinazione della relazione causa-effetto – dai filosofi dell’antica Grecia. Ma la risposta è fresca di giornata: un team di fisici dell’Università del Queensland e del Neel Institute ha mostrato che, per quanto riguarda la fisica quantistica, sia la l’uovo che la gallina possono venire per primi. I risultati di questo nuovo studio sono stati pubblicati su Physical Review Letter. continua ...

Trucchi quantistici per le onde gravitazionali

Eugene Polzik e Farid Khalili, della collaborazione Ligo e della Moscow State University, autori dello studio uscito su Physical Review Letters. Crediti: Ola J. Joensen

L’ambizione è notevole: migliorare le prestazioni di macchine al limite dell’incredibile come gli interferometri per onde gravitazionali Ligo e Virgo – già oggi in grado di rilevare deformazioni dello spaziotempo di appena qualche frazione del raggio di un protone. E tutto grazie a quello che gli stessi autori, un team di fisici del Niels Bohr Institute, all’università di Copenhagen, definiscono un “trucco quantistico”: una sorta di “filtro”, formato da una nube di cento milioni di atomi di cesio, capace di neutralizzare la cosiddetta quantum back action – un effetto indesiderato legato al principio di indeterminazione di Heisenberg. continua ...

Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli

Immagine di Am 0644-771 ottenuta combinando i dati ottici del telescopio spaziale Hubble e i dati X di Chandra, che rivela un anello di oggetti compatti. I dati di Chandra mostrano fonti di raggi X molto luminose, che sono probabilmente sistemi binari alimentati da un buco nero di massa stellare o stella di neutroni che stanno aspirando materiale dalle stelle compagne. Questo anello può aiutare gli scienziati a capire meglio cosa succede quando le galassie si scontrano l’una con l’altra in caso di impatto catastrofico. Credit: X-ray: Nasa/Cxc/Inaf/A. Wolter et al; Optical: Nasa/Stsci continua ...

Tre milioni di dollari a Jocelyn Bell

Jocelyn Bell Burnell al PhysCon nel 2012. Crediti: Glenn Marsch/Flickr

A pochi giorni dalla notizia del voto degli astronomi per intitolare la legge di Hubble anche a Lemaître, ecco che questa fine d’estate ci offre un’altra riparazione a un torto storico da tempo attesa nel mondo della scienza: è di poche ore fa ‘annuncio dell’assegnazione a Jocelyn Bell Burnell dello Special Breakthrough Prize in Fundamental Physics. Un premio che vale tre Nobel, se non altro in termini economici: all’astronoma che nel 1967 scopri la prima pulsar vanno infatti tre milioni di dollari. E se li merita fino all’ultimo cent: la storica scoperta la fece insieme al suo supervisor di dottorato, Antony Hewish, ma fu solo a quest’ultimo che, nel 1974, venne conferito il Nobel per la Fisica. Un mancato riconoscimento condiviso da Bell Burnell con molte altre scienziate, in particolare nel campo della fisica: a tutt’oggi, su 200 premiati solo 2 sono donne: l’1 per cento. continua ...

Per non bruciare subito, ma spegnersi lentamente

Alma, anche grazie alla presenza di una lente gravitazionale, ha catturato l’immagine di un outflow di una galassia vista quando l’universo aveva solo un miliardo di anni. L’immagine di ALMA (ingrandita nel riquadro circolare) mostra la posizione delle molecole di idrossile (OH), che tracciano la posizione del gas che forma una stella mentre fugge dalla galassia, probabilmente guidato da una supernova o da un “vento” alimentato da un buco nero. Il campo stellare sullo sfondo (Blanco Telescope Dark Energy Survey) mostra la posizione della galassia. La forma circolare a doppio lobo della galassia lontana è dovuta alla distorsione causata dall’effetto di ingrandimento della galassia interposta. Credit: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Spilker; NRAO/AUI/NSF, S. Dagnello; AURA/NSF continua ...

Raggi cosmici dalle Nubi di Magellano

Immagini composite della Grande Nube di Magellano (a sinistra) e della Piccola nube di Magellano (a destra) ricavate da osservazioni prese a lunghezze d’onda radio di 123 MHz, 181 MHz e 227 MHz. A queste lunghezze d’onda sono visibili emissioni da raggi cosmici e gas caldi appartenenti alle regioni di formazione stellare e dei resti di supernova nelle galassie. Crediti: Icrar

La Grande e la Piccola Nube di Magellano si trovano a meno di 200mila anni luce di distanza dalla Via Lattea. Si tratta di due galassie satellite della nostra, osservabili a occhio nudo nel cielo notturno dell’emisfero australe della Terra. continua ...

Getto relativistico dalle due stelle di neutroni

Conseguenze della fusione di due stelle di neutroni. I detriti hanno formato inizialmente un guscio attorno al buco nero generato dalla fusione. Un getto di materiale proiettato da un disco che circondava il buco nero ha interagito prima con i detriti per formare un ampio “bozzolo”, per poi sfrecciare nello spazio interstellare. Crediti: Sophia Dagnello, Nrao/Aui/Nsf

Dopo poco più di anno, l’evento classificato come Gw 170817 continua a far notizia: non solo perché da allora è cambiato il modo di fare astronomia, ma anche perché gli effetti sono studiati ancora oggi. Ricordate quando, per la prima volta nella storia dell’osservazione dell’universo, è stata rivelata un’onda gravitazionale prodotta dalla fusione di due stelle di neutroni? L’inizio dell’astronomia multimessaggero. Questo evento spettacolare e pirotecnico ha prodotto, tra le altre cose, anche un flusso di particelle che è stato rivelato contemporaneamente grazie all’emissione di onde gravitazionali ed elettromagnetiche, compresi raggi gamma, raggi X, luce visibile e onde radio continua ...

Una torre esagonale nel cielo di Saturno

L’esagono presente al polo nord di Saturno. Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Quando Cassini arrivò in prossimità di Saturno, nel 2004, l’emisfero australe del pianeta si stava godendo l’estate, mentre l’emisfero nord era nel pieno dell’inverno. Fu allora che la sonda spaziale riuscì a vedere un ampio vortice, caldo e ad alta quota, al polo sud del signore degli anelli. Niente di analogo venne visto al polo nord del pianeta.

Un nuovo studio a lungo termine ha ora individuato quelli che sembrerebbero essere i primi scorci di un vortice polare settentrionale che si è formato nella parte alta dell’atmosfera, mentre nell’emisfero settentrionale di Saturno si stava avvicinando l’estate. Questo caldo vortice si trova a centinaia di chilometri al di sopra delle nuvole, in uno strato di atmosfera conosciuto come stratosfera, e ci sta regalando una sorpresa inaspettata. continua ...

Supernove, lo shock è nascosto sotto al velo

Rappresentazione artistica di una supergigante rossa circondata da uno spesso strato di materia circumstellare. Crediti: Naoj

Dopo quattro anni di osservazioni è stato pubblicato su Nature Astronomy uno studio – elaborato da un gruppo internazionale di astronomi, matematici e informatici guidati da Francisco Förster del Center for Mathematical Modeling (Cmm) dell’Università del Cile – che confronta una serie di osservazioni della nascita di supernove con i modelli teorici. Tra gli autori dell’articolo figura anche Filomena Bufano dell’Inaf di Catania. continua ...

Iau, nel 2024 per la prima volta in Africa

Astronomi africani celebrano la decisione di tenere l’Assemblea Generale Iau del 2024 a Città del Capo. Crediti: Saao

È della settimana scorsa la decisione dell’International Astronomical Union (Iau) di tenere la 32esima Assemblea generale, nel 2024, a Cape Town, in Sudafrica. Sarà la prima volta per l’Africa in oltre un secolo di storia dell’organizzazione internazionale, che venne fondata a Parigi il 28 luglio 1919. Questa decisione riconosce gli incredibili progressi raggiunti dall’astronomia africana negli ultimi anni. continua ...

Mantova, c’è la scienza al Festivaletteratura

04.09.2018

Gli appuntamenti di Scienceground, dal 5 al 9 settembre 2018, si terranno nei locali della chiesa sconsacrata di Santa Maria della Vittoria, a Mantova

Non solo romanzi, ma questa non è una novità: il Festivaletteratura di Mantova, giunto quest’anno alla 22esima edizione, da tempo ci ha abituati a un’accezione ampia e curiosa della letteratura, che accanto a narratori e poeti di fama internazionale vede prendere la parola saggisti, artisti e scienziati. Anche scienziati, sì. Quest’anno, però, lo spazio dedicato alla scienza avrà una veste più originale del solito: una “piccola comunità scientifica temporanea” composta da studenti universitari, dottorandi e ricercatori occuperà i locali della piccola chiesa sconsacrata di Santa Maria della Vittoria per animare Scienceground. continua ...

Tributo al Padre dell’astrofisica

Dal 03.09.2018 al 06.09.2018

Il presidente Inaf Nichi D’Amico tra i relatori all’apertura della conferenza internazionale alla Biblioteca Casanatense di Roma. Crediti: A.Antonelli/Inaf

Inaugurati ieri a Roma presso la Biblioteca Casanatense i lavori della conferenza internazionale “Il lascito di Angelo Secchi SJ duecento anni dopo la sua nascita”, dove sono in corso di presentazione i più recenti studi sugli innumerevoli contributi in diversi campi di ricerca nei quali il gesuita Padre Angelo Secchi (1818-1878) è stato pioniere. continua ...