Mamma, non ho paura degli alieni!

Siamo soli nell’Universo? Inutile dire che fin dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre mostrato un bisogno impellente di trovare risposte a questa domanda. Che sia per un innato senso di curiosità verso l’ignoto o per un necessario desiderio di stabilire la propria unicità e quella della vita sulla Terra, l’essere umano è sempre stato attratto dalla possibile esistenza di esseri provenienti da altri mondi.

Oltre ad alimentare l’interesse in ambito scientifico, la ricerca di specie senzienti e civiltà simili alla nostra ha stuzzicato l’immaginazione e la fantasia della popolazione soprattutto a partire dalla metà del secolo scorso, quando abbiamo visto nascere una mole pressoché sconfinata di opere letterarie e cinematografiche nelle quali vengono descritti eventuali contatti con entità extraterrestri nelle più svariate maniere possibili. Da scenari catastrofici e apocalittici a incontri con creature benevole e razze coalizzate in gigantesche alleanze galattiche. continua ...

Niente alieni sulla Stella di Tabby

Rappresentazione artistica della Stella di Tabby. Crediti: Danielle Futselaar/METI International

Un team di oltre 200 ricercatori guidato da Tabetha Boyajian della Louisiana State University, prima autrice dell’articolo che nel 2015 ne ha annunciato la scoperta, è a un passo dal risolvere il mistero che si cela dietro la stella più misteriosa dell’Universo: KIC 8462852, denominata anche Stella di Tabby dalla stessa Boyajian. La Stella di Tabby è una normale stella, circa il 50 per cento più grande e mille gradi più calda del nostro Sole, che si trova a poco meno di 1.500 anni luce da noi in direzione della costellazione del Cigno. La sua peculiarità è che presenta insolite fluttuazioni di luminosità, con una variabilità aperiodica e abbassamenti repentini di luminosità che arrivavano fino al 20 percento. Sono state proposte diverse teorie per spiegare il comportamento anomalo della stella, tra cui quella di una megastruttura aliena che orbita attorno alla stella stessa. continua ...

Gli alieni secondo Darwin

Queste illustrazioni rappresentano i diversi livelli di complessità adattiva che potremmo immaginare quando si parla di alieni. (a) Una semplice molecola autoreplicante, con nessuna progettualità evidente, che può subire la selezione naturale o meno. (b) Un’entità semplice, come una cellula, è già un congegno complesso che deve subire la selezione naturale. (c) Un essere alieno con molte parti specializzate che lavorano insieme ha probabilmente subito importanti transizioni. Crediti: illustrazione di Helen S. Cooper continua ...

Oceani alieni nell’occhio del James Webb

Rappresentazione artistica della struttura interna di Encelado, che mostra la presenza di oceani sotterranei e dell’attività idrotermale forse all’origine dei geyser. Crediti: Nasa-Gsfc/Svs, Nasa/Jpl-Caltech/Southwest Research Institute

Il James Webb Space Telescope, che tra poco più di un anno andrà a occupare la sua posizione al punto di Lagrange L2, sarà richiestissimo da astronomi interessati a osservare oggetti estremamente lontani, grazie alla sua risoluzione, di gran lunga maggiore di quella del suo predecessore: il venerabile Hubble Space Telescope. Ma tra i primi oggetti presi in esame dal nuovo telescopio ci saranno due lune del nostro “vicinato spaziale”, Europa ed Encelado, selezionate da astronomi con “tempo garantito”: scienziati che hanno contribuito allo sviluppo del nuovo telescopio e che hanno diritto privilegiato a periodi di osservazione. continua ...