Tutti pazzi per la cometa di Natale

La cometa 46P Wirtanen ripresa il primo dicembre scorso da Jauerling, in Austria. Crediti: Michael Jäger – www.spaceweather.com

Cresce l’attesa per l’avvicinamento al Sole e alla Terra della cometa 46P/Wirtanen, ormai ribattezzata la cometa di Natale. Scoperta nel 1948 dall’astronomo statunitense Carl Wirtanen, 46P è una cometa a breve periodo, che compie un’orbita completa intorno al Sole in poco meno di cinque anni e mezzo e torna a farci visita proprio in questo scampolo di anno. L’intevallo di tempo che va da qualche giorno precedente al prossimo passaggio ravvicinato al Sole, previsto per il 13 dicembre, fino a qualche giorno dopo il 16, quando la cometa giungerà alla minima distanza dalla Terra, si preannuncia particolarmente favorevole per le osservazioni, nuvole permettendo. La cometa in questo periodo raggiungerà infatti la sua massima luminosità e con il passare del tempo sarà sempre più alta nel cielo sopra l’orizzone per gran parte della notte. Alcune stime indicano che la 46P al suo massimo sarà ben visibile ad occhio nudo. É ancora difficile confermarlo, ma  la sua osservazione con un buon binocolo da zone sufficientemente buie, lontane dai centri abitati, meglio se nelle notti tra il 12 e il 18, con la Luna non troppo luminosa, potrà dare delle grandi soddisfazioni. continua ...

A forma di sigaro, ma pur sempre una cometa

Illustrazione di ‘Oumuamua, il primo oggetto interstellare visto passare all’interno del nostro Sistema solare. Crediti: European Southern Observatory/M. Kornmesser.

‘Oumuamua, il corpo a forma di sigaro avvistato per la prima volta lo scorso 19 ottobre dall’osservatorio Haleakala delle Hawaii, l’unico finora noto proveniente da fuori il Sistema solare, dopo un po’ d’incertezza è stato ora catalogato come cometa. Lo sostiene un nuovo studio da poco pubblicato su Nature.

Questo viandante spaziale è stato infatti oggetto di dibattito fin dalla sua prima osservazione: inizialmente catalogato come una cometa, poi come un esoasteroide a causa delle mancata evidenza di attività tipica delle comete in concomitanza con il passaggio vicino al Sole, e infine come il primo di una nuova categoria di oggetti interstellari, a cui si deve la sua catalogazione sotto la sigla 1I/2017 U1. continua ...

Chiedi alla polvere di cometa

Mentre le comete passano vicino al Sole, rilasciano polvere che può raggiungere l’orbita della Terra e attraversare l’atmosfera, in cui può essere raccolta. Nell’immagine, la Cometa Hale Bopp. Crediti: Philipp Salzgeber (CC BY-SA 2.0)

I corpi iniziali da cui il Sistema solare si è formato erano costituiti quasi interamente da polveri di silicati amorfi, carbonio e ghiacci. Questa polvere è stata per lo più distrutta e rielaborata dai processi che hanno portato alla formazione dei pianeti, ma è molto probabile che campioni superstiti di essa siano preservati nelle comete, piccoli corpi freddi che si sono formati nella nebulosa solare esterna. continua ...

‘Oumuamua: asteroide o cometa?

Il 19 ottobre 2017, gli astronomi che lavoravano al telescopio Pan-Starss 1 (Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System), alle Hawaii, hanno individuato un oggetto che stava sfrecciando attraverso il nostro Sistema solare ad una velocità estremamente elevata. Gli scienziati del Minor Planet Center, nell’ambito del programma di osservazione degli oggetti vicini alla Terra della NASA (Near-Earth Object Observations Program), hanno confermato che si è trattato del primo oggetto di origine interstellare che sia mai stato visto all’interno del nostro Sistema solare. Il team lo ha soprannominato ‘Oumuamua (si pronuncia oh-MOO-ah-MOO-ah), che in hawaiano significa “un messaggero proveniente da lontano che arriva per primo”. «Molto probabilmente questo oggetto è stato espulso da un sistema stellare distante», ha detto Elisa Quintana, un’astrofisica del Goddard. «La cosa interessante è che questo oggetto, che viaggia così velocemente, può aiutarci a porre dei vincoli ai nostri modelli di formazione planetaria». continua ...

Così rallenta una cometa: 41P nell’occhio di Swift

La cometa 41P vista il 17 marzo 2017. Crediti: Chis Schur

A oltre 13 anni dal lancio, Swift continua a  produrre risultati sorprendenti nei campi più diversi dell’astronomia, sfruttando la sua capacità di operare nell’ottico, nell’ultravioletto, nei raggi X molli e nei raggi X duri unita alla flessibilità nella gestione orbitale della missione, che può essere ripuntata molto rapidamente ogni volta si presenti un’occasione potenzialmente interessante.

La possibilità di effettuare osservazioni in ultravioletto è particolarmente importante e rende Swift assolutamente unico. Dopo avere colto per primo l’emissione UV dell’evento GW170817, adesso ci stupisce con un risultato relativo alla misura della velocità di rotazione della cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák41P per semplicità. continua ...

Droni su Titano o un ‘morso’ alla cometa, le nuove missioni della Nasa – Scienza e Tecnica

'Mordere' la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko oppure 'ronzare' intorno a Titano , la più grande luna di Saturno : ecco cosa farà la Nasa nella sua prossima missione robotica da 1 miliardo di dollari, che potrebbe essere lanciata entro il2025 (ANSA) video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Droni su Titano o un ‘morso’ alla cometa, le nuove missioni della Nasa – Scienza e Tecnica

Ecco di che pasta è fatta la cometa di Rosetta

A sinistra, la superficie della cometa 67/P. A destra, campioni di polvere cometaria analizzati da Cosima. Crediti: Esa/Rosetta

Il team di ricercatori di Cosima (COmetary Secondary Ion Mass Analyser), strumento a bordo di Rosetta, ha pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society i risultati dell’analisi della composizione chimica della cometa gioviana 67P/Churyumov-Gerasimenko. Le misure mostrano che la polvere emessa da 67P nello spazio circostante è costituita per circa la metà della sua massa da anidride carbonica (CO2), monossido di carbonio (CO) e altri composti organici e di altri minerali non idrati. L’alto contenuto di carbonio presenta un valore simile a quello solare e comparabile con quello della cometa di Halley 1/P misurato durante il suo flyby nel 1986. continua ...

Il ritorno della cometa 96P vicino al Sole

La cometa 96P osservata da Soho. Giove passa da sinistra a destra dietro il disco centrale occulto – che blocca la luce del Sole e permette a Soho di vedere l’atmosfera solare, pianeti e comete. Crediti: ESA/NASA’s Goddard Space Flight Center/SOHO/NRL/Karl Battams/Joy Ng

Più o meno ogni 5 anni la cometa 96P/Machholz fa la sua apparizione nei pressi del Sole. Prima nel 1996, poi nel 2002, 2007 e 2012 e lo scorso ottobre è stata riavvistata da due osservatori solari: il Solar and Heliospheric Observatory (Soho) di Nasa ed Esa e il Solar and Terrestrial Relations Observatory (Stereo) di Nasa. Cosa c’è di speciale in questa nuova osservazione? È estremamente raro che le comete vengano viste simultaneamente da due diverse posizioni nello spazio, e queste realizzate da Nasa ed Esa sono le osservazioni parallele più complete della cometa 96P mai realizzate. continua ...

Nella cometa 67P ghiaia ghiacciata e un’energia misteriosa – Scienza e Tecnica

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è un mucchio di ghiaia ghiacciata fatta di ciottoli rimasti immutati dalla formazione del Sistema Solare: al suo interno nasconde un'energia misteriosa, che sarebbe la responsabile di un'eruzione anomala di gas e polveri nel luglio 2016 (ANSA) video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Nella cometa 67P ghiaia ghiacciata e un’energia misteriosa – Scienza e Tecnica

K2, la cometa che venne dal freddo

La nube di Oort: il vasto e remoto deposito di ghiaccio e roccia da cui provengono tutte le comete. Crediti: The Daily Galaxy

La nube di Oort: un enorme e ghiacciato cimitero di detriti risalenti alla composizione del nostro sistema solare che lo avvolge – tra le 1000 e le 10mila unità astronomiche – e ne segna il confine estremo con il gelido e buio spazio interstellare. È da questa barriera di ghiacci che proviene C/2017 K2 Panstarrs (K2 per gli amici), una cometa da record fotografata a giugno scorso dall’Hubble Space Telescope. Risvegliata dal suo frigido torpore nella nube di Oort da qualche anomalia gravitazionale, K2 ha ora assunto un’orbita che la porterà in prossimità del Sole, appena oltre l’orbita di Marte: un viaggio lungo quasi 2 miliardi e mezzo di chilometri. continua ...

Eruzione solare “fotobomba” la cometa

La cometa Siding Spring e Marte. Hubble ha scattato due foto separate, unite poi da un team della Nasa. La distanza tra i due oggetti celesti nel momento del massimo avvicinamento è di circa 1.5 arcominuti. Crediti: Nasa, Esa, J.-Y. Li (Psi), C.M. Lisse (Jhu/Apl), and the Hubble Heritage Team (Stsci/Aura)

Difficile da credere, ma uno dei problemi principali di Marte è il… traffico. Quanto meno lo è stato il 19 ottobre 2014, quando la cometa C/2013 A1 Siding Spring è transitata a 140 mila chilometri da Marte, un terzo della distanza Terra-Luna, spolverando l’atmosfera del Pianeta rosso con una gran quantità di detriti. Gli occhi delle numerose sonde spaziali presenti erano tutti sgranati per cogliere nei minimi dettagli questo evento eccezionale, che ha generato, come spiegato più avanti, la più grande pioggia di meteoriti mai registrata nella storia. continua ...

Fenicidi, nate dai resti della cometa Blanpain

Nell’immagine vedete lo sciame meteorico chiamato Fenicidi. Lo scatto risale al 2 dicembre 2014. Camera: Pentax K-3 + sigma 4.5mm F2.8, 3 secondi di esposizione, Sandy Point, North Carolina, Usa (Foto: Hiroyuki Toda). Crediti: Naoj

“Fanno dei giri immensi e poi ritornano…”, cantava qualcuno. Ed è così che è andata la mirabolante storia dello sciame meteorico delle Fenicidi (o Fenicidi di dicembre). Sono passati 58 anni da quando, il 5 dicembre 1956, vennero avvistate per la prima volta. Ovviamente il nome deriva dalla Costellazione della Fenice, ma queste “stelle comete” sono rimaste per decenni un mistero. Da dove vengono? E dove si sono nascoste per quasi 60 anni?  continua ...