Debutto spaziale per il radiotelescopio sardo

Crediti: Paolo Soletta / Inaf Cagliari

Fino ad oggi avete conosciuto il Sardinia Radio Telescope come “Srt”, uno dei più grandi e potenti radiotelescopi al mondo, ossia una megaparabola analoga a quelle televisive che abbiamo sui nostri tetti, con la differenza che le onde elettromagnetiche che riceve, invece che dai satelliti artificiali, provengono da corpi celesti “naturali” come stelle e galassie.

Da oggi l’antenna è ufficialmente parte della Deep Space Network (Dsn) della Nasa. A dispetto del nome, la Dsn si occupa di “spazio profondo” nel senso “umano” del termine, ovvero di quell’area del Sistema solare che, come ha specificato il presidente Asi Roberto Battiston, va oltre i 500mila km di distanza dalla Terra: in pratica tutto ciò che va oltre la Luna (per gli astronomi, invece, “spazio profondo” significa galassie lontane miliardi di anni luce come quelle fotografate dal telescopio orbitante Hubble). continua ...

Cassini, con la sua fine il debutto di Sdsa

La giornata odierna rappresenta il coronamento non di uno, ma di ben due ambiziosi progetti scientifici: la sonda Cassini-Huygens si tuffa nell’atmosfera di Saturno – ultimo atto di un viaggio straordinario durato vent’anni e che ha enormemente ampliato la nostra conoscenza dell’Universo – e questo gran finale segna anche il debutto della Sardinia Deep Space Antenna (Sdsa), ovvero la configurazione del Sardinia Radio Telescope per il Deep Space Network a supporto di missioni interplanetarie, equipaggiando in modo adeguato lo straordinario telescopio realizzato dall’Inaf. Questo progetto, destinato allo studio dell’universo e dei suoi misteri, è stato reso possibile dalla stretta collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, la Regione Sardegna – che  rafforza sempre di più il suo ruolo nella rete mondiale dell’aerospazio – e il Ministero dell’istruzione, università e ricerca. Un lavoro che dimostra che l’Italia – quando fa squadra – è in grado di raggiungere risultati straordinari. continua ...