Serbatoio molecolare nella galassia Ngc 253

Gli spettri radio ottenuti da Alma descrivono la presenza di una grande quantità di molecole (per la precisione 19) al centro della galassia Ngc 253. Crediti: ESO/J. Emerson/VISTA, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Ando et al. Acknowledgment: Cambridge Astronomical Survey Unit

Utilizzando le potenti antenne cilene di Alma, lAtacama Large Millimeter/submillimeter Array, un gruppo di astronomi ha scoperto un serbatoio denso di molecole nel cuore della galassia starburst Ngc 253. Questa galassia a spirale si trova nel Gruppo dello Scultore a circa 11,5 milioni di anni luce dalla Terra e contiene diverse regioni che formano nuove stelle a ritmi forsennati. I ricercatori guidati da Ryo Ando, studente dell’Università di Tokyo, si sono concentrati su una regione in particolare (grande circa 30 anni luce) dove, per la prima volta, hanno localizzato con precisione otto nubi di gas e polvere al centro della galassia con una composizione chimica molto complessa. Gli esperti hanno identificato, infatti, ben 19 molecole che emettono onde radio, tra cui tioformaldeide, metanolo, acido acetico e molte altre molecole organiche. continua ...

Fossile di galassia: è la seconda più antica

Il Large Millimeter Telescope in cima a Sierra Negra, la quinta vetta più alta del Messico, un vulcano inattivo di 4580 metri si tuatoa circa 240 km a est di Città del Messico. Crediti: UMass Amherst

Quello che hanno visto è il secondo oggetto più distante nell’universo, almeno fra quelli del suo genere. E il loro strumento è stato il secondo a vederlo. Ma quella compiuta con lo strumento Aztec – montato sul Large Millimeter Telescope (Lmt) di Sierra Negra, in cima a un vulcano messicano estinto – e pubblicata oggi su Nature Astronomy dal team di scienziati guidato da Jorge Zavala, ricercatore postdoc all’Università del Texas, è una scoperta di prim’ordine. Ed è un risultato che ha richiesto – oltre a un’antenna eccezionale (nell’intervallo delle onde radio millimetriche, Lmt è più grande telescopio a singola apertura al mondo) e una grande abilità – una notevole dose di fortuna. Già, perché vedere G09 83808, questo il nome dell’oggetto da loro trovato, sarebbe stato impossibile se non ci si fosse piazzata esattamente in mezzo una lente gravitazionale: una galassia che, flettendo la traiettoria della luce secondo le leggi della relatività generale, ne ha amplificato il segnale una decina di volte, rendendolo così percepibile agli astronomi nonostante la distanza pazzesca: z = 6.027. continua ...

Galassia nana per capire le origini dell’universo

Una galassia nana che assomiglia alle prime galassie che hanno popolato il nostro universo: scoperta dallo Sloan Digital Sky Survey, questa galassia – in direzione della costellazione della Lince – presenta la più bassa quantità di ossigeno e di metalli mai registrata in una galassia con formazione stellare attiva, e rappresenta un interessante oggetto di studio per comprendere i processi chimici in gioco quando l’universo era ancora giovane.

Un nuovo studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostra infatti come questa insolita composizione chimica dal basso livello di ossigeno è molto simile a quella che caratterizzava le galassie primordiali: in quei primi miliardi di anni le galassie erano ricche di idrogeno ed elio — i due elementi più antichi e comuni nell’universo, prodotti nei primi tre minuti dopo il Big Bang – e con poco ossigeno, elemento che venne formato solo successivamente tramite i processi di fusione nucleare nel nucleo delle stelle, e disseminato da eventi come esplosioni di supernove. Infatti, la maggior parte di galassie povere di ossigeno sono osservabili solo ad enormi distanze da noi (guardando “indietro nel tempo”, a causa dell’espansione dell’universo), ed è estremamente raro osservare galassie attive – galassie con processi di formazione stellare – con bassi livelli di ossigeno nel nostro “vicinato galattico”, e dunque facilmente studiabili. continua ...

Frb: in quella galassia sta accadendo qualcosa

Sequenza di 14 dei 15 lampi radio rilevati dal Green Bank Telescope

Se abbiamo interpretato correttamente l’Atel #10675, il telegramma astronomico con il quale l’osservazione è stata resa nota alla comunità scientifica, tutto è accaduto tutto fra le 15:51 e le 16:17 ora italiana di sabato 26 agosto: una raffica di 15 Frb, i misteriosissimi fast radio bursts, in meno di mezz’ora. Tutti provenienti dalla stessa regione di universo: un’anonima galassia nana a tre miliardi d’anni luce dalla Terra. Ora, se pensiamo che fino a sabato scorso di Frb ne erano stati captati appena due dozzine nell’arco di anni, è ovvio che ricevere 15 di questi potentissimi segnali radio, brevissimi e ancora orfani d’una spiegazione, tutti in una manciata di minuti lascia gli astrofisici a dir poco interdetti. Come se non bastasse, questi 15 hanno pure frequenze diverse da quelli ricevuti in passato, frequenze più elevate: il picco è attorno ai 7 Ghz. continua ...