Vulcani di ghiaccio su Cerere

La prominente montagna Ahuna Mons, che si pensa sia un criovulcano, è visibile qui sul bordo di Cerere. Numerose montagne più vecchie e arrotondate, come quelle visibili nella metà inferiore di questa immagine, conferiscono a Cerere un aspetto bitorzoluto e potrebbero essere criovulcani più antichi, rivelando una lunga storia di vulcanesimo su Cerere. Crediti: Dawn Framing Camera, per gentile concessione Nasa/Jpl-Caltech/Ucla/Mps/Dlr/Ida

Parlando di eruzioni vulcaniche, immaginiamo sempre pericolose colate di lava. Ma se a colare fosse acqua salata? È quanto potremmo aspettarci se sulla Terra fossero presenti criovulcani, cioè letteralmente vulcani di ghiaccio, che eruttano liquidi o gas volatili come acqua, ammoniaca o metano invece di spargere roccia fusa. Un fenomeno ancora poco compreso, ma che presenta già i suoi primi esempi nel nostro Sistema solare. In particolare, l’acqua salata è probabilmente il componente principale delle criolave su Cerere, il solo pianeta nano presente nella fascia principale degli asteroidi. continua ...

Due laghi alieni sotto il ghiaccio canadese

Ubicazione del Devon Ice Cap, una fra le più grandi calotte di ghiaccio dell’artico canadese. Crediti: Google Maps

Devon Ice Cap è una tra le zone più remote del pianeta. Cercandola su Google Earth, si finisce su quella serie infinita di isole ghiacciate poste tra la Groenlandia, il Canada ed il Polo, proprio quelle isole grandi e irregolari che, guardando il mappamondo quando eravate piccoli, vi hanno fatto probabilmente domandare cosa diavolo ci fosse laggiù. A questa domanda ha provato a rispondere un team di ricercatori che, grazie ad una collaborazione scientifica tra Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna, è andato a monitorare quei ghiacci remoti con aerei dotati di radar. Coordinatrice dello studio, appena pubblicato sulla rivista Science Advances, è Anja Rutishauser, attualmente dottoranda presso l’Università canadese di Alberta ma con già in programma un trasferimento in Texas dopo il PhD. continua ...

Un Universo di ghiaccio

Encelado in tutta la sua bellezza di ghiaccio. La luna di Saturno, la sesta per grandezza, è caratterizzata da crateri e fratture superficiali. Crediti: NASA/JPL/Space Science Institute

Viviamo in un Universo fatto fondamentalmente di idrogeno. È questo il combustibile che le stelle bruciano nel processo di fusione termonucleare che le tiene accese. Così facendo, producono atomi di elio, che poi vengono utilizzati per fare carbonio e ossigeno.  Sono questi  gli elementi più comuni nel nostro Universo. Con una chiara scala gerarchica. Prima viene l’idrogeno, poi troviamo l’elio, poi, un bel gradino più in basso, ossigeno e carbonio. continua ...

’Oumuamua: cuore di ghiaccio sotto la roccia

Rappresentazione artistica dell’asteroide interstellare ’Oumuamua. . Sembra che sia un oggetto scuro, rossastro, lungo circa 400 metri, roccioso o con un elevato contenuto di metalli. Non assomiglia a nulla di quanto di solito vediamo nel Sistema solare. Crediti: Eso/M. Kornmesser

Osservato per la prima volta lo scorso ottobre, l’oggetto “alieno” ‘Oumuamua si dirige verso il Sistema solare esterno a oltre 158mila chilometri orari. Nel frattempo, gli esperti stanno studiando questo esoasteroide in lungo e in largo per raccogliere più dati possibili prima di perderlo di vista. Un gruppo di scienziati della Queen’s University Belfast (Qub) ha guidato una serie di osservazioni per determinare con esattezza la natura geologica di 1I/2017 U1 e parte della sua storia. Alan Fitzsimmons, Michele Bannister (della Scuola di matematica e fisica della Qub) e il team d’esperti che lavora con loro hanno misurato come l’ospite alieno riflette la luce, deducendo che è molto simile ad altri oggetti ghiacciati ricoperti da una crosta di polvere e roccia. continua ...

Pattinando sul ghiaccio marziano a 400 km/h

Fabio De Blasio (sx) e Giovanni Battista Crosta (dx) sono i due esperti di frane marziane di Milano-Bicocca, autori dello studio uscito su The European Physical Journal Plus

Se cercate frane da record, il posto giusto è Marte. In particolare, la regione di Valles Marineris: una zona che ospita alcune tra le frane più grandi e più lunghe dell’intero Sistema solare. Ed è lì che due “cacciatori di frane” del dipartimento di scienze dell’ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca, Fabio De Blasio e Giovanni Battista Crosta, hanno scoperto il responsabile – o uno fra i responsabili – di questi cedimenti: a far slittare il suolo è il ghiaccio. Abbiamo intervistato il primo autore dello studio, appena pubblicato su The European Physical Journal Plus. continua ...

Ghiaccio nocivo e tossico: Titano è da evitare

La missione Cassini è terminata già da un mese, ma i dati raccolti in questi anni (13 anni, per la precisione) sono ancora utili per studiare il sistema di lune ghiacciate attorno a Saturno. Il Gran Finale del 15 settembre è stato preceduto dall’ultimo flyby (volo ravvicinato) attorno a Titano, la luna più grande attorno al sesto pianeta del Sistema solare (supera perfino Mercurio). Anche durante quella cruciale manovra orbitale, la sonda è riuscita a scattare delle immagini straordinarie dell’atmosfera tossica e nociva che avvolge il satellite ghiacciato. continua ...

Su Marte non è tutto ghiaccio ciò che risuona

Il radar Marsis è dotato di un’antenna a dipolo di 40 metri. Marsis emette onde radio a bassa frequenza in grado di penetrare alcuni materiali geologici. Onde che vengono riflesse in presenza di variazioni di composizione o densità. L’immagine radar mostra una struttura nel Meridiani Planum sotto la superficie che riflette le onde (indicata dalle frecce orientate verso l’alto) e separata dalla zona di riflessione superficiale (indicata dalle frecce orientate verso il basso). La struttura sub superficiale è ritenuta essere la base di materiale alluvionale, situato un kilometro al di sotto della superficie. Crediti: ESA/NASA/JPL/KU/Smithsonian continua ...