Alma: ecco la prima mappa termica di Europa

La luna di Giove Europa fotografata da Alma, che ha mappato le variazioni di temperatura su tutta la sua superficie. Sullo sfondo si vede il pianeta Giove (dati Hubble). Crediti: Alma (Eso/Naoj/Nrao), S. Trumbo et al.; NRAO/AUI NSF, S. Dagnello; Nasa/Hubble

Ghiacciata e misteriosa. Questa è Europa, la quarta luna di Giove e uno dei più grandi satelliti naturali dell’Intero Sistema solare (con un diametro di oltre 3 mila chilometri). Studiata in lungo e in largo per anni da diverse missioni spaziali, adesso la superficie di Europa assume nuovi colori grazie alle potenti antenne dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma) in Cile, i cui dati hanno portato alla creazione della prima mappa termica di questa luna. La superficie di Europa è “giovane” (dai 20 a 180 milioni di anni) e particolarmente frastagliata, il che indica che ci sono processi termici o geologici non ancora identificati e magari ancora in corso. Celebri sono anche i pennacchi di vapore acqueo che partono dalla superficie, enormi geyser alti fino a 200 chilometri che indicano anche l’esistenza di un oceano ghiacciato sotterraneo. continua ...

Mappa stellare di Gaia 2.0

La mappa stellare di Gaia della prima release verrà aggiornata,, dal 25 aprile, con miliardi di nuovi dati. Crediti: ESA

Una mappa che mostri tutte le stelle nella nostra galassia, con la loro posizione, il loro movimento, la loro luminosità, il loro spettro, ma anche la temperatura superficiale e tanto altro. Il sogno di ogni astronomo che sta pian piano diventando realtà grazie a Gaia, missione Esa con un obiettivo ambizioso: creare la più grande e dettagliata mappa tridimensionale della Via Lattea e anche delle galassie vicine. Il prossimo 25 aprile verrà pubblicata la seconda release di dati e i numeri si prospettano “spaziali”. continua ...

Mappa 3D dei campi magnetici dopo il Big Bang

Mappa del cielo dell’intensità del campo magnetico e dell’orientamento delle componenti perpendicolari alla linea di vista, calcolate per una sfera di raggio 300 milioni di anni luce con centro sulla Terra. Crediti: MPA

Nell’evento che ha segnato l’inizio dell’universo, ovvero il Big Bang, non sono state prodotte  solo particelle elementari e radiazioni, ma anche campi magnetici. Un team di ricercatori guidati dall’Istituto Max Planck per l’Astrofisica in Germania e al quale hanno partecipato Daniela Paoletti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna e Franco Vazza (Università di Bologna, Università di Amburgo e Inaf di Bologna), ha  calcolato con grande accuratezza come dovrebbero apparire oggi questi campi magnetici nella porzione di universo più prossima a noi, ricostruendo una mappa tridimensionale della loro distribuzione. L’intensità attuale di questi campi magnetici è incredibilmente debole; tuttavia, questa previsione potrebbe aiutare gli scienziati ad affrontare la sfida di riuscire, un giorno, a misurarli. continua ...

Dal Giappone la mappa della materia oscura

Il telescopio Subaru, localizzato sulla cima del Mauna Kea, nelle Hawaii. Crediti: Bob Linsdell

Creare una mappa non è un lavoro da poco, servono misurazioni, calibrazioni, osservazioni e tanto tanto tempo. Figuriamoci le difficoltà nel creare la mappa di qualcosa che non si vede. Come la mappa della materia oscura pubblicata da un team di ricerca di diversi istituti di ricerca giapponesi, fra cui il National Astronomical Observatory of Japan e l’Università di Tokyo: grazie ai dati raccolti dallo fotocamera Hyper Suprime-Cam montata sul Subaru Telescope, nelle Hawaii, è la più ampia e dettagliata mai creata.  continua ...