Radiografia di un pasto stellare

Illustrazione artistica raffigurante la distruzione di un giovane pianeta. Gli scienziati potrebbero averne vista una per la prima volta. Crediti: Nasa/Cxc/M.Weiss

Per quasi un secolo, gli astronomi hanno osservato meravigliati la curiosa variabilità delle giovani stelle situate tra le costellazioni del Toro e dell’Auriga, a circa 450 anni luce dalla Terra. In queste costellazioni le nebulose oscure raggruppano nubi molecolari che ospitano numerose nurseries stellari contenenti migliaia di giovani stelle, che si formano grazie al collasso gravitazionale di gas e polveri. continua ...

Echi radio d’un drammatico pasto stellare

Rappresentazione artistica di un getto proveniente da un buco nero supermassiccio durante la fase di accrescimento. Crediti: Eso/L. Calçada

Non c’è scampo per una stella, o qualsiasi altro oggetto, che si avvicina troppo a un buco nero supermassiccio: il finale è drammatico e lo spettacolo pirotecnico è garantito. Il colossale banchetto viene definito tecnicamente distruzione mareale (tidal disruption): lo sventurato oggetto viene catturato dal buco nero tramite la sua invincibile attrazione gravitazionale, le forze mareali deformano la stella, la fanno a pezzi creando un flusso di detriti che poi cadono all’interno del buco nero, illuminando lo spazio circostante con un getto luminoso di plasma ed energia. Qualche anno fa, l’11 novembre 2014, una rete globale di telescopi captò segnali elettromagnetici da 300 milioni di anni luce di distanza creati proprio da uno di questi bagliori mareali durante un pasto stellare. continua ...