Dove finisce un pianeta e comincia una stella

Crediti: omar_mainecoon/Instagram

Omar, il pacioso felino nell’immagine a fianco, è in lizza per essere riconosciuto come gatto più lungo e grosso del mondo: un metro e venti di lunghezza per 14 chili di peso, tre o quattro volte tanto un medio micio d’appartamento!

E se per un essere vivente ci sono difficoltà di categorizzazione, così è anche per i pianeti: basta ricordare Plutone, declassificato a pianeta nano nel 2006, e che ora cerca riscatto.

Ma se sulle dimensioni minime c’è abbastanza accordo, quanto può essere grande un pianeta per continuare a essere considerato tale? Non è solo una questione semantica, ma è strettamente legata alla dettagliata conoscenza del meccanismo con cui si formano i pianeti, in particolare quelli giganti come Giove. continua ...

Chi traccia quei solchi? Non sempre è un pianeta

Archi, anelli e spirali appaiono nel disco dei detriti attorno alla stella HD 141569A. La regione nera al centro è dovuta a una maschera per coprire la luce diretta dalla stella. L’immagine è ottenuta da osservazioni compiute nel 2015 utilizzando lo strumento STIS del telescopio spaziale Hubble. Crediti: Nasa / Hubble / Konishi et al. 2016

Si chiamano dischi circumstellari, e quando avvolgono una giovane stella sono ritenuti le culle dei pianeti: è lì, in quelle strutture discoidali di gas e polveri in rotazione attorno ad astri neonati, che per effetto della gravità – e di altri fenomeni – i futuri mondi prendono forma. Mondi che, formandosi, “arano” il disco stesso, dando origine a una sorta di “solchi” nella polvere e nel gas. I telescopi più potenti mostrano questi solchi come scuri anelli concentrici sulla superficie del disco, come per esempio nel caso della coppia di pianeti in formazione nel disco protoplanetario che circonda la stella HD 163296 ripreso da Alma. Dunque tutte le volte che vediamo un solco possiamo ritenere che lì si stia formando un pianeta? Secondo una simulazione messa a punto da un team guidato da un dottorando della Penn State University statunitense, Alexander Richert, non è così: altri processi sarebbero ugualmente in grado di “incidere” il disco. continua ...

Pianeta “heavy metal”, super-Terra super-densa

Illustrazione di fantasia del Sistema K2-106, dove è rappresentata la stella con i due pianeti. Crediti: Tng / Vincenzo Guido, Emilio Molinari

Grazie anche alle osservazioni effettuate con il telescopio italiano Tng alle Canarie, un nutrito gruppo internazionale di astronomi – tra cui tre del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino – è riuscito a “pesare” due pianeti extrasolari, precedentemente scoperti in orbita stretta attorno alla stella K2-106. Si tratta di due super-Terre, con masse similari ma densità molto diverse. continua ...

Rappresentazione artistica del pianeta gigante WASP-18b, distante 325 anni luce dalla Terra. Ha un’atmosfera ricca di monossido di carbonio e priva di acqua (fonte: NASA’s Goddard Space Flight Center) – Multimedia

Pacata è la stella, mite il suo pianeta

Questa rappresentazione artistica mostra il pianeta dal clima temperato, Ross 128 b, con la sua stella madre, una nana rossa, sullo sfondo. Crediti: ESO/M. Kornmesser

Un pianeta dal clima temperato, di dimensioni terrestri, è stato scoperto a soli 11 anni luce dal Sistema solare da un’equipe di astronomi che ha utilizzato lo strumento Harps (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), il famoso cercatore di pianeti. Il nuovo mondo è stato designato come Ross 128 b ed è il secondo pianeta più vicino dal clima temperato dopo Proxima b. È anche il pianeta più vicino scoperto in orbita intorno a una nana rossa non attiva: questo fatto potrebbe aumentare le probabilità che il pianeta possa sostenere la vita. Ross 128 b sarà uno dei principali bersagli dell’Elt (Extremely Large Telescope) dell’Eso, che sarà in grado di cercare biomarcatori nell’atmosfera del pianeta. continua ...

Così si raffredda un pianeta roccioso

Io, in un’immagine che mostra un geyser prodotto da uno dei suoi numerosi vulcani. Crediti: Nasa

Tutti i pianeti rocciosi del nostro sistema solare, e – cosa ancora più importante – persino quelli in orbita attorno ad altre, lontane stelle, avrebbero una storia geologica in comune. Questo è quanto suggerisce uno studio pubblicato su Earth and Planetary Science Letters, che ha l’ambizione di proporre un nuovo modello per il meccanismo di raffreddamento dei pianeti rocciosi – come la Terra, Marte, Venere, e molti altri corpi nel nostro Sistema solare – che sarebbe infatti applicabile a tutti i pianeti di questo tipo, compresi quelli troppo lontani per essere osservati direttamente. continua ...

Pianeta Wasp-12b, il caldo lo fa nero

Rappresentazione artistica dell’esopianeta Wasp-12b. Crediti: Nasa, Esa, G. Bacon (Stsci)

L’esopianeta Wasp-12b, in orbita strettissima attorno a una stella simile al Sole a circa 1400 anni luce di distanza, fin dalla sua scoperta nel 2008 è diventato uno dei mondi alieni più studiati e conosciuti, ma al contempo enigmatici.

Con un raggio quasi due volte quello di Giove (rispetto al quale Wasp-12b ha una massa di circa il 40 per cento superiore) e un anno di durata poco superiore a un giorno terrestre, Wasp-12b è stato categorizzato come un gioviano caldo. E caldo lo è certamente, considerato che la temperatura superficiale del suo lato diurno raggiunge i 2600 gradi Celsius. continua ...

Pianeta fantasma

Nuovi indizi sulla possibile esistenza di un nono pianeta. Derivano dall'analisi delle perturbazioni nelle orbite dei cosiddetti oggetti transnettuniani, corpi celesti presenti ai confini del nostro sistema planetario, nella fascia di Kuiper. Anomalie attribuite a un pianeta ignoto, a 300-400 UA video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: VIDEOAGGIORNATI