Quelle giovani stelle ammantate di polvere

Questa spettacolare immagine ottenuta dallo strumento Sphere montato sul Very Large Telescope dell’Eso mostra con dettagli senza precedenti il disco di polvere attorno alla stella IM Lupi. Crediti: Eso/H. Avenhaus et al./Dartts-S collaboration

Lo strumento Sphere installato sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso in Cile permette agli astronomi di sopprimere la luce brillante delle stelle vicine per fornire una miglior veduta delle regioni che le circondano. Questa raccolta di immagini di Sphere è solo un esempio dell’ampia varietà di dischi di polvere che si trovano intorno a giovani stelle. Questi dischi sono molto diversi per dimensione e forma – alcuni contengono anelli brillanti, alcuni anelli scuri e altri assomigliano addirittura a un hamburger. Differiscono notevolemente nell’aspetto anche a seconda della loro orientazione nel cielo – da circolari quando visti di faccia a dischi sottili quando osservati di taglio. continua ...

Viaggio nel tempo a bordo della polvere di stelle

Immagine al microscopio elettronico di un granello di polvere (di un micron) estratto da un meteorite primitivo: gli esperti hanno trovato del carburo di silicio (in basso a destra). Questi grani di polvere si sono formati più di 4,6 miliardi di anni fa dai resti delle supernove di tipo II. Crediti: Nasa e Larry Nittler

Chi direbbe mai che da piccolissimi granelli di polvere stellare (della grandezza di un micron) si possa ricostruire parte della storia del nostro Universo! Ebbene, è possibile. E alcuni astronomi del Carnegie’s Department of Terrestrial Magnetism hanno cercato di spiegare, in uno studio pubblicato su Science Advances, come e quando si siano formati particolari grani di polvere ricchi di carbonio che vengono estratti da molte meteoriti. L’analisi dimostra che questi grani si sono formati dall’emissione di supernove almeno due anni dopo l’esplosione della stella: la polvere stellare viene sparsa nello spazio per essere incorporata – miliardi di anni dopo – in nuovi sistemi stellari, come è accaduto nel nostro Sistema solare. continua ...

Vita a zonzo sulla polvere di stelle

Da dove veniamo? Come mai solo sulla Terra – per ora – abbiamo trovato la vita (come noi la conosciamo)? Domande banali, forse, ma è quello che ogni astronomo cerca di scoprire. Una possibilità viene ora suggerita, sulle pagine di Astrobiology, da un ricercatore dell’Università di Edimburgo, Arjun Berera.  La vita, scrive Berera, potrebbe viaggiare da un mondo all’altro chiedendo un passaggio alla cosiddetta polvere interstellare: particelle microscopiche di materia che, insieme al gas, permeano lo spazio fra le stelle e i pianeti, viaggiando fra essi a velocità elevatissime. continua ...

Quando la polvere prende vita

Nell’esperimento al laboratorio di Burton, le particelle di plastica sono sospese in una camera a vuoto riempita con plasma di gas argon. Il loro movimento viene tracciato illuminandole con un laser. Crediti: Justin Burton, Emory University

Se vedessimo un cubetto di ghiaccio, tolto dal congelatore e messo sul tavolo a temperatura ambiente, prima sciogliersi e poi riaddensarsi di nuovo nella sua forma cristallina, e poi continuare a liquefarsi e cristallizzarsi all’infinito, certamente rimarremmo di stucco. Qualcosa del genere è stato ottenuto da fisici dell’università statunitense Emory, che descrivono in un articolo recentemente pubblicato su Physical Review Letters come un insieme di microscopiche particelle di plastica possa collettivamente continuare a passare dallo stato cristallino allo stato fluido anche se le condizioni ambientali rimangono invariate. continua ...

Anello di polvere fredda intorno a Proxima Centauri

Questa immagine combina una veduta dei cieli australi sopra al telescopio da 3,6 metri dell’ESO all’Osservatorio di La Silla in Cile con immagini di Proxima Centauri (in basso a dx) e della stella doppia Alfa Centauri AB (in basso a sx) ottenute dal telescopio Hubble della NASA/ESA. Crediti: Y. Beletsky (LCO)/ESO/ESA/NASA/M. Zamani

Proxima Centauri è la stella più vicina al Sole. È una nana rossa, debole, ad appena quattro anni luce da noi, nella costellazione australe del Centauro. Le orbita intorno il pianeta Proxima b, un mondo temperato di dimensioni simili alla Terra, scoperto nel 2016: il pianeta più vicino al Sistema Solare. Ma non c’è solo questo: nuove osservazioni del radiotelescopio Alma rivelano le emissioni provenienti da nuvole di polvere cosmica fredda che circondano la stella. continua ...

La polvere galattica osservata ai raggi X

Le più spettacolari e terrificanti emissioni di energia che l’universo conosca: i gamma ray bursts (o Grb in breve). L’osservazione di questi oggetti, così luminosi da essere visibili anche provenendo da lontane galassie, ci permette di studiare e comprendere meccanismi fisici ad altissime energie. Ma non solo: un recente studio, tutto italiano, ha sfruttato le radiazioni nel campo dei raggi X provenienti da un Grb per distinguere le “silhouette” di nubi di polvere interstellare nella nostra galassia, ottenendo importanti informazioni riguardo alla posizione e alla densità di questi materiali diffusi. continua ...