C’è un nuovo ingrediente per la vita primordiale

Mai provata la carbonara vegetariana? È in tutto e per tutto identica a quella classica. Tranne che per un ingrediente: al posto del guanciale (o della pancetta) ci sono le zucchine. Inorriditi? Be’, dipende dallo scopo. Se prevedete a cena commensali che non toccano carne, magari può essere una soluzione da considerare. O se vi accorgete all’ultimo, con la pasta già buttata, che la pancetta in frigo non c’è… Ecco, un team di biologi della Harvard University guidato da Jack Szostak (premio Nobel per la medicina nel 2009), impegnato da tempo nel tentativo di riprodurre l’Rna primordiale in laboratorio, si è ritrovato in una situazione analoga: alcuni ingredienti della “ricetta classica” – per vari morivi – non andavano bene. Così hanno provato a sostituirne uno con un surrogato: l’inosina. E il risultato sembra assai interessante. Soprattutto per chi – come gli astrobiologi – è in cerca di condizioni primordiali promettenti in mondi diversi dal nostro. continua ...

Splendido splendente, ecco il cosmo primordiale

Questa immagine composita mostra la radiazione Lyman-alfa (in blu) sovrapposta all’immagine nel visibile dell’Hudf. Crediti: Esa/Hubble & Nasa, Eso/ Lutz Wisotzki et al.

Un’imprevista abbondanza di emissione Lyman-alfa nella regione di cielo del cosiddetto campo profondo di Hubble  – Hubble Ultra Deep Field o Hudf – è stata scoperta da un’equipe internazionale di astronomi che utilizza lo strumento Muse installato sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso. L’emissione scoperta copre quasi l’intero campo visivo, lasciando supporre agli astronomi che quasi tutto il cielo brilli intensamente di emissione invisibile nella riga Lyman-alfa prodotta nell’universo primordiale. continua ...

Cristalli di Sole primordiale

Illustrazione raffigurante il disco solare primordiale. Nell’inserto un cristallo di hibonite blu, uno dei primi minerali a formarsi nel Sistema solare. Crediti: Field Museum, University of Chicago, Nasa, Esa, and E. Feild (STScl)

Nato 4.6 miliardi di anni fa, conosciamo il Sole come una stella matura e calma. Ma i suoi primi anni rimangono un mistero. Poiché la Terra si è formata circa 50 milioni di anni dopo, è difficile trovare residui di quei primi giorni del nostro angolo di universo, in grado di raccontarci qualcosa di un giovane Sole. continua ...

Indizi sull’universo primordiale da un quasar

Impressione d’artista del distante quasar P352-15, con disco di materia orbitante attorno al buco nero e il getto di particelle espulse nello spazio a velocità prossime a quella della luce . Crediti: Robin Dienel, cortesia della Carnegie Institution for Science

I quasar sono galassie con buchi neri supermassicci nei loro nuclei: buchi neri milioni o miliardi di volte più massicci del Sole. La potente attrazione gravitazionale di simili oggetti risucchia il materiale vicino, che si dispone su un disco rotante loro attorno. Ruotando rapidamente, il disco sputa  verso l’esterno getti di particelle in moto a velocità prossime a quella della luce, emettendo luce visibile e onde radio. continua ...