Quell’amore degli astronomi per la divulgazione

La prima autrice dello studio, Marta Entradas , della London School of Economics and Political Science. Crediti: M. Entradas (Lse, Iscte-Iul)

Un po’ lo si era intuito da tempo. Non solo al pubblico piace l’astronomia, ma è vero anche l’inverso: agli astronomi piace il pubblico. Ora però arriva la conferma “scientifica”, diciamo. Sono infatti appena stati pubblicati su Nature Astronomy i risultati di un’indagine condotta su 2587 astronome e astronomi professionisti provenienti da tutto il mondo – quelli che hanno risposto a un questionario inviato, nel 2016, a circa 9000 membri dell’International Astronomical Union. Probabilmente è la prima volta che una comunità scientifica così ampia e globale viene intervistata su aspetti inerenti la comunicazione con il pubblico. Le domande rivolte agli astronomi dai due autori dello studio, Marta Entradas e Martin Bauer, entrambi ricercatori al Department of Psychological and Behavioural Science della London School of Economics and Political Science (Regno Unito), andavano dalla frequenza degli interventi sui social network alla partecipazione a eventi divulgativi. E il numero che più balza agli occhi è 87.5 per cento: tanti sono gli astronomi che hanno dichiarato di aver preso parte a occasioni d’incontro o comunicazione con il pubblico, di solito attraverso conferenze, ma anche visite scolastiche, giornate aperte, mostre, eventi locali, festival e interviste rilasciate ai media. continua ...

Su quell’asteroide qualcosa si muove

Foto a colori scattata dal Rover-1A alle 4:44 ora italiana di sabato 22 settembre mentre saltava sulla superficie di Ryugu. La metà a sinistra dell’immagine raffigura la superficie dell’asteroide. La chiazza bianca a destra è dovuta alla luce del sole. Crediti: Jaxa

Saltellano. Fotografano. E ci inviano le immagini tramite un ponte radio con la sonda madre, Hayabusa-2, a 300 milioni di km dalla Terra. Immagini ancora imperfette, un po’ mosse. E proprio perché mosse ancora più emozionanti: sono le prime fotografie mai scattate sul campo da oggetti approdati su un asteroide e in grado di muoversi. Né lander (come lo sfortunato Philae di Rosetta) né propriamente rover (come i robottini con le ruote che si aggirano per Marte), i due moduli Rover-1A e Rover-1B sono una coppia di hopper: si spostano saltellando. E che salti: grazie alla ridotta gravità dell’asteroide, dovrebbe trattarsi di salti da un quarto d’ora ciascuno, in grado di produrre spostamenti di una quindicina di metri. continua ...