Fast radio burst: si va al raddoppio

Rappresentazione artistica di Askap intento a osservare i fast radio bursts. Crediti: OzGrav, Swinburne University of Technology

Rapidi, misteriosi e luminosi. Stiamo parlando dei lampi radio veloci, conosciuti anche come fast radio burst (Frb): potenti impulsi di onde radio provenienti dallo spazio profondo con una durata di appena pochi millisecondi. Ora un team di ricerca australiano, utilizzando un insieme di radiotelescopi situati nel Western Australia, ha quasi raddoppiato il numero dei Frb noti. Gli scienziati non ne conoscono ancora la causa scatenante, ma senza dubbio viene coinvolta un’incredibile quantità di energia, pari a quella rilasciata dal Sole in ottant’anni. continua ...

Black-out radio durante l’uragano: colpa del Sole

Crediti: NOAA via AP

Ricordate l’uragano Irma che nel settembre 2017 ha devastato i Caraibi e gli Stati Uniti del Sud? Diversi i feriti, decine di deceduti e milioni di persone evacuate durante il passaggio di questo uragano di categoria 5 che ha causato anche ingenti danni materiali. A 150 milioni di chilometri di distanza, sulla superficie del Sole si stava consumando un’altra tempesta… di tipo ben diverso. Due potenti brillamenti solari (classe X-2.2 e X-9.3) hanno fatto la loro “esplosiva” apparizione il 6 settembre 2017, nel pieno dell’uragano più intenso osservato nell’Oceano Atlantico dall’uragano Dean del 2007. Cosa hanno a che fare questi due eventi? Così distanti eppure collegati tra loro perché la tempesta solare ha interrotto, per diverse ore, le comunicazioni radio proprio durante quei giorni così concitati e drammatici nei Caraibi. Un vero e proprio black-out radio che è una delle possibili conseguenze dell’interazione del Sole con la Terra. Un altro brillamento di classe X è “scoppiato” il 10 settembre dello stesso anno, interrompendo le comunicazioni radio per altre tre ore. Il black-out si è verificato nei Caraibi durante l’uragano Jose e l’uragano Irma. continua ...

Inseguendo una Tiangong in banda radio

Gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) stanno osservando la stazione spaziale cinese Tiangong-1 con i radiotelescopi dell’Inaf-Istituto di Radioastronomia di Bologna, “Croce del Nord”, presso la stazione di Medicina, e dall’Inaf-Osservatorio di Cagliari, sede della grande antenna Srt. Grazie all’utilizzo contemporaneo di questi due strumenti è stato possibile, per la prima volta in Italia, fare un’osservazione radar “multistatica”, ovvero la ricezione ed elaborazione da ricevitori diversi dello stesso segnale riflesso da un detrito spaziale. continua ...

Echi radio d’un drammatico pasto stellare

Rappresentazione artistica di un getto proveniente da un buco nero supermassiccio durante la fase di accrescimento. Crediti: Eso/L. Calçada

Non c’è scampo per una stella, o qualsiasi altro oggetto, che si avvicina troppo a un buco nero supermassiccio: il finale è drammatico e lo spettacolo pirotecnico è garantito. Il colossale banchetto viene definito tecnicamente distruzione mareale (tidal disruption): lo sventurato oggetto viene catturato dal buco nero tramite la sua invincibile attrazione gravitazionale, le forze mareali deformano la stella, la fanno a pezzi creando un flusso di detriti che poi cadono all’interno del buco nero, illuminando lo spazio circostante con un getto luminoso di plasma ed energia. Qualche anno fa, l’11 novembre 2014, una rete globale di telescopi captò segnali elettromagnetici da 300 milioni di anni luce di distanza creati proprio da uno di questi bagliori mareali durante un pasto stellare. continua ...

Velocissima stella di neutroni in “silenzio radio”

Un pulsar è una stella di neutroni compatta che accelera le particelle cariche alle velocità relativistiche nel suo campo magnetico estremamente forte. Questo processo produce radiazioni gamma (in viola) al di sopra della superficie dei resti della supernova mentre le onde radio (in verde) vengono emesse sui poli magnetici sotto forma di cono. La rotazione sposta le emissioni in direzione della Terra, rendendo la pulsar intermittente come un faro cosmico. Crediti: Nasa/Fermi/Cruz de Wilde

Il progetto di calcolo distribuito Einstein@Home ha ottenuto l’ennesimo successo individuando due pulsar al millisecondo finora sconosciute, di cui una unica nel suo genere perché priva di emissioni radio. Einstein@Home è un’iniziativa di citizen science lanciata nel 2005 a cui partecipano decine di migliaia di volontari contribuendo con la potenza di calcolo dei loro computer, che viene sfruttata da un salvaschermo speciale attivato durante i periodi di inattività. Il progetto ha l’obiettivo di individuare deboli segnali astrofisici prodotti da stelle di neutroni in rapida rotazione grazie all’analisi dei dati del telescopio spaziale Fermi, il satellite della Nasa dedicato allo studio della radiazione gamma di alta e altissima energia, a cui l’Italia collabora con L’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Focalizzandosi sull’analisi di sorgenti non identificate con caratteristiche simili a quelle delle pulsar, questa rete di computer ha scoperto due nuove stelle di neutroni in rapida rotazione. Mentre finora tutte le altre pulsar al millisecondo – che cioè compiono un giro completo attorno al loro asse in un tempo compreso tra 1 e 10 millisecondi – erano state osservate anche con i radiotelescopi, una delle due scoperte da Einstein@Home è la prima in assoluto scoperta grazie alla sua sola emissione pulsante nei raggi gamma e potrebbe essere la capostipite di centinaia di altri oggetti celesti dalle caratteristiche simili. continua ...

Niente neutrini assieme ai lampi radio

IceCube è che un rivelatore di neutrini composto da oltre 5 mila moduli ottici incorporati in un chilometro cubo di ghiaccio cristallino, un chilometro e mezzo sotto il Polo Sud geografico. Crediti: National Science Foundation

Se non sappiamo cosa sono, cerchiamo almeno di stabilire cosa non sono. È un po’ questo il senso dei risultati di uno studio, pubblicato recentemente su Astrophysical Journal, che ha verificato se ci fosse corrispondenza tra lampi radio veloci (dall’inglese fast radio burst, Frb) e neutrini. continua ...

Dal radio al gamma, modello unificato per l’intero spettro

Questa immagine composta della Nebulosa del Granchio è stata assemblata con una scala di colori arbitraria combinando i dati di cinque telescopi che ricoprono quasi l’intero spettro elettromagnetico: l’emissione radio che rappresenta il vento di particelle cariche dalla stella di neutroni centrale in rosso (dal Karl G. Jansky Very Large Array), l’infrarosso che include il bagliore della polvere che assorbe ultravioletto e luce visibile in giallo (dallo Spitzer Space Telescope), la luce visibile con la struttura filamentare in verde (da Hubble Space Telescope), l’immagine ultravioletta in blu e l’immagine a raggi X in viola mostrano l’effetto degli elettroni accelerati (da Xmm-Newton Observatory e Chandra X-ray Observatory). Crediti: Nasa, Esa, Nrao/Aui/Nsf e G. Dubner (University of Buenos Aires) continua ...

La natura enigmatica dei Fast Radio Bursts

Percorrendo i 6 miliardi di anni luce che lo separano da noi, l’impulso è stato disperso dal materiale presente tra le galassie, con l’effetto di rallentare maggiormente le frequenze più basse rispetto a quelle superiori. Fonte: E. F. Keane et al. 2016

I lampi radio veloci (altresì detti fast radio bursts e catalogati col loro acronimo Frb) sono impulsi radio molto brevi (millesimi di secondo o anche meno) e altamente dispersi. Il fenomeno della dispersione (vedi grafico a fianco) è osservato da oltre cinquant’anni dagli studiosi delle pulsar: per ogni data direzione in cielo, maggiore è la dispersione, più lontana è la sorgente degli impulsi. Nel caso degli Frb, la dispersione è molto superiore a quella massima che può essere imputata alla materia ionizzata presente all’interno della nostra galassia. Donde l’ipotesi che gli oggetti cosmici che generano gli Frb siano collocati ben al di là dei bordi della Via Lattea, a distanze che si misurano in miliardi di anni luce. continua ...