Raggi X, raggi di vita

Il primo autore dello studio, Antonio Jiménez-Escobar, ricercatore all’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Palermo

Dal gran numero di esopianeti scoperti da missioni come Kepler e CoRoT risulta evidente che la presenza di pianeti è una caratteristica piuttosto comune tra le stelle della nostra galassia. Si stima, ad esempio, che in media ogni stella di piccola massa ospiti un esopianeta. La formazione planetaria è quindi un fenomeno che avviene diffusamente nella Via Lattea. Ma avviene ovunque allo stesso modo o l’evoluzione dei dischi protoplanetari – le strutture a disco che caratterizzano le stelle giovani e che evolvono in sistemi planetari – può venire influenzata dall’ambiente circostante, o dalla radiazione emessa dalla loro stella? continua ...

Scoperti tre fari cosmici con fasci a raggi X

Una delle tre pulsar, Psr J1826-1256, vista dal telescopio spaziale X dell’Esa Xmm-Newton. Crediti: Esa/Xmm-Newton/J. Li, Desy, Germany

Più regolari di un orologio atomico, le pulsar sono fari cosmici che danno il ritmo all’universo, emettendo a intervalli costanti potenti fasci di luce. Non di luce visibile, però: tipicamente, la radiazione elettromagnetica che osserviamo provenire da queste trottole di neutroni è “luce radio” o “luce gamma”.

Alcune, in realtà, emettono anche “luce X”. Il problema è trovarle: a differenza dei telescopi sensibili ai raggi gamma, che hanno un ampio campo di vista, e possono dunque funzionare come una sorta di grandangolo, quelli sensibili alla radiazione X sono più simili a un teleobiettivo. Per individuarle occorre, dunque, un sistema che indichi su quali conviene “puntare”, anche in senso letterale. Ed è questo sistema – più propriamente, un modello in grado di prevedere l’emissione X di una pulsar della quale sia nota la sua emissione gamma – ciò che ha messo a punto un team di ricercatori guidato da Jian Li del Desy, il Deutsches Elektronen Synchrotron tedesco. continua ...

Quando la coppia sprizza raggi gamma

Rappresentazione artistica di un sistema binario formato da una pulsar e una compagna gigante. Crediti: Nasa/Goddard Space Flight Center

Ci sono voluti tredici anni per capire che tipo di sorgente fosse, e altri due perché si accendesse come un albero di Natale nei raggi gamma, ma oggi abbiamo la conferma: il sistema indicato con la sigla Psr J2032+412 è composto da una stella di neutroni altamente magnetizzata e da una compagna massiccia. Il risultato è stato ottenuto grazie a una campagna di osservazioni congiunte che ha visto impegnati i telescopi Magic a La Palma e Veritas in Arizona, ed è stato appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters. continua ...

Raggi cosmici dalle Nubi di Magellano

Immagini composite della Grande Nube di Magellano (a sinistra) e della Piccola nube di Magellano (a destra) ricavate da osservazioni prese a lunghezze d’onda radio di 123 MHz, 181 MHz e 227 MHz. A queste lunghezze d’onda sono visibili emissioni da raggi cosmici e gas caldi appartenenti alle regioni di formazione stellare e dei resti di supernova nelle galassie. Crediti: Icrar

La Grande e la Piccola Nube di Magellano si trovano a meno di 200mila anni luce di distanza dalla Via Lattea. Si tratta di due galassie satellite della nostra, osservabili a occhio nudo nel cielo notturno dell’emisfero australe della Terra. continua ...

Hot Dog di quasar in salsa di raggi X

Rappresentazione schematica del modo in cui viene visto nei raggi X uno spettro di un AGN oscurato (è il caso della Hot DOG) e di un AGN non oscurato a seconda del punto in cui passa la linea di vista: rispettivamente, attraverso il toro di gas e polvere che assorbe i raggi X per effetto fotoelettrico fino a energie di 10 keV e oltre (linea continua), oppure lungo una linea di vista non oscurata, vale a dire attraverso il buco della ciambella del toro che circonda la sorgente X centrale (linea tratteggiata). Crediti: NASA/JPL-Caltech, Luca Zappacosta continua ...

Un po’ di luce sul mistero dei raggi cosmici

Rappresentazione schematica della produzione di raggi gamma e neutrini dai raggi cosmici. Fonte: Randall Smith & Rob Petre, Msfc/Nasa (https://tinyurl.com/y9gzkt5z)

Da oltre 100 anni sappiamo di essere sotto una pioggia costante di particelle di alta energia. Li chiamiamo raggi cosmici: sappiamo che si tratta per lo più di protoni la cui energia può arrivare a valori molto superiori di quella raggiungibile nei nostri acceleratori più potenti, ma non sappiamo da dove provengano perché il loro cammino è deviato dai campi magnetici (debolissimi, ma estesi su scale cosmiche) che pervadono la galassie e lo spazio intergalattico. In questo modo, i raggi cosmici perdono la memoria della loro sorgente. continua ...

Eta Carinae spara raggi cosmici

La grande eruzione di Eta Carinae negli anni ’40 ha creato la nebulosa di Homunculus, mostrata qui da Hubble. Ora, a circa un anno luce, la nube in espansione contiene abbastanza materiale per realizzare almeno 10 copie del nostro Sole. Gli astronomi non sono ancora in grado di spiegare cosa abbia causato questa esplosione. Crediti: NASA, ESA, and the Hubble SM4 ERO Team.

Un nuovo studio che utilizza i dati del telescopio spaziale NuStar della Nasa suggerisce che Eta Carinae, il sistema stellare più luminoso e massiccio entro 10mila anni luce da noi, sta accelerando particelle ad altissima energia, alcune delle quali potrebbero raggiungere la Terra ed essere rivelate come raggi cosmici. continua ...

Quei raggi X dall’associazione del Cigno

La figura mostra la regione di Cygnus OB2 in infrarosso (che dà risalto alle emissioni delle polveri associate alla nebulosa), con evidenziata l’emissione diffusa ai raggi X

Durante la loro breve esistenza, appena pochi milioni di anni, le stelle di grande massa – quelle con masse maggiori di 8 masse solari – di classe spettrale O e B-early possono influenzare violentemente l’ambiente circostante, grazie alla loro copiosa emissione di raggi Uv e intensi venti stellari. Una singola stella di classe spettrale O può arrivare a perdere ogni anno fino a un terzo della massa della Terra, in un vento che raggiunge velocità anche di 1600–2500 km al secondo. continua ...

Roma, pregiudicato occupa casa del custode della scuola e non vuole sgomberarla: arrestato. Raggi: «E’ finita Scroccopoli»

«Aveva occupato di nuovo un immobile comunale appena liberato, dove gli agenti avevano trovato armi e un bilancino di precisione. Siamo nel quartiere Don Bosco, a pochi passi alla scuola… video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Roma, pregiudicato occupa casa del custode della scuola e non vuole sgomberarla: arrestato. Raggi: «E’ finita Scroccopoli»

Allerta raggi cosmici, con otto mesi d’anticipo

Rappresentazione artistica dell’eliosfera. Crediti: Nasa/Goddard Space Flight Center Conceptual Image Lab

Investigare il fenomeno della modulazione solare dei raggi cosmici galattici: questo il fine di una ricerca, i cui risultarti sono ora pubblicati su The Astrophysical Journal Letters, condotta in collaborazione tra Università di Perugia, Infn e Università di Lisbona. A tal fine i ricercatori hanno analizzato una grande quantità di dati, provenienti da missioni spaziali e da osservatori terrestri, con l’obiettivo di costruire un nuovo modello numerico di trasporto di particelle cariche nel Sistema solare. Dall’analisi è emersa l’evidenza di un “ritardo” di 245 giorni (circa 8 mesi) tra l’attività magnetica del Sole e l’intensità del flusso di particelle che bombarda il nostro pianeta. Questa evidenza rivela nuove proprietà nella dinamica del trasporto delle particelle nello spazio interplanetario, proprietà che sono alla base del fenomeno della modulazione solare. continua ...