Alla ricerca della materia perduta

L’mmagine mostra l’emissione di raggi X intorno a cinque differenti galassie le cui riprese sono state sovrapposte una sull’altra. Questo procedimento ha permeso di mettere in evidenza i dettagli dei rispettivi aloni sferici di gas caldo. L’emissione in banda X evidenziata dal colore viola è stata registrata dal telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Esa. Crediti: ESA/XMM-Newton; J-T. Li (University of Michigan, USA); Sloan Digital Sky Survey (SDSS)

Che la materia ordinaria – quella per capirci di cui siamo fatti noi stessi o i corpi celesti come stelle, pianeti e galassie – non fosse in quantità sufficiente a giustificare come è strutturato e come evolve l’universo è ormai un fatto piuttosto consolidato tra gli astronomi, che hanno dovuto proporre l’esistenza di un’altra forma di materia, decisamente elusiva e ancora sconosciuta: la materia oscura. E il suo è un contributo non da poco, con una massa totale di circa sei volte maggiore di tutta quella ordinaria. continua ...

È la Giornata della ricerca italiana nel mondo

15.04.2018

Pubblicano regolarmente su riviste come Nature e Science. Lavorano in organizzazioni come l’Eso e la Nasa, istituti come il Max Planck e il Mit, università come Harvard e Oxford. Alcuni sono appena partiti. Altri sono via da così tanto tempo che riescono a malapena a parlare in italiano. Altri ancora chissà – magari stanno già tornando, oppure partendo di nuovo. La loro casa è il pianeta Terra e la loro giornata è oggi, domenica 15 aprile, compleanno di Leonardo Da Vinci (15 aprile 1452): prima Giornata della ricerca italiana nel mondo, istituita nel febbraio scorso per valorizzare il lavoro e i risultati delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori ovunque si trovino. continua ...

Un calamaro alla ricerca della materia oscura

Il piccolo quadratino che compone il dispositivo Squid. Credits: Sean O’Kelley

Macho, smidollati e calamari. Negli anni diversi candidati dagli acronimi bizzarri si sono fatti avanti per provare a svelare il mistero della materia oscura e sono stati man mano scartati. Ci sono i Macho (MAssive Compact Halo Object, oggetto compatto massiccio d’alone), corpi celesti massicci presenti ai confini delle galassie, nei cosiddetti “aloni”, con una luminosità ridotta. Oppure le Wimp (Weakly Interacting Massive Particle, particelle massive debolmente interagenti), termine che potrebbe essere tradotto in italiano come “smidollato”, particelle ipotetiche mai osservate. Ad aggiungersi all’elenco, nel progetto Admx (Axion Dark Matter Experiment) dell’Università di Washington, questa volta non come candidato ma come strumento per individuarne uno, è arrivato Squid (superconducting quantum interference devices): nella tradizione di strani acronimi, traducibile con “calamaro”. continua ...

Il 15 aprile giornata della ricerca italiana

05.02.2018

Eleonora Troja riceve il Premio Farnesina 2018 dalle mani del Ministro degli Esteri Angelino Alfano

Si è aperta oggi a Roma, presso il Ministero degli affari esteri, la riunione annuale degli addetti scientifici e addetti spaziali, una rete complessiva di 28 esperti che opera in stretto raccordo con gli uffici commerciali di ambasciate, uffici consolari e istituti italiani di cultura. Due membri di questa rete, Paolo Battinelli e Pierguido Sarti, rispettivamente addetto scientifico presso l’ambasciata italiana a Belgrado e l’ambasciata italiana a Pretoria, sono ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica. continua ...

LBT: due squali alla ricerca d’esopianeti

Il telescopio LBT in arizona, di cui l’INAF è uno dei partner, utilizzato per studiare il quasar SDSS J0100+2802. Crediti: INAF- R. Cerisola

Si chiamano Shark e sono gli strumenti di nuova generazione che equipaggeranno il Large Binocular Telescope (Lbt), il grande telescopio binoculare che si trova sulla cima del monte Graham in Arizona e di cui l’Inaf è partner insieme a istituti tedeschi e statunitensi, rendendolo un formidabile cacciatore di pianeti extrasolari. L’Istituto Nazionale di Astrofisica è alla guida del progetto e del consorzio internazionale che realizzerà gli strumenti, così come della loro gestione scientifica. Il via libera alla costruzione è arrivato dal Board di LBT e i due strumenti saranno operativi entro la fine del 2019. Shark (‘squalo’ in lingua inglese e acronimo di System for coronagraphy with High order Adaptive optics from R to K band) è una coppia di strumenti, uno operativo nella banda visibile (Shark-Vis),  l’altro in quella del vicino infrarosso(Shark-Nir), che potranno funzionare in parallelo, sfruttando i due specchi principali da 8,4 metri di diametro che equipaggiano Lbt, rendendolo il primo telescopio al mondo in grado di osservare contemporaneamente esopianeti in un intervallo così ampio dello spettro elettromagnetico. continua ...

Dal mondo della ricerca un appello per l’uso etico delle neurotecnologie – Scienza e Tecnica

Modificare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo per includere anche i possibili usi scorretti che derivano dalle nuove possibilità di manipolare direttamente processi mentali e meccanismi cerebrali legati a intenzioni, emozioni e decisioni: è l'appello lanciato su Nature da 27 esperti (… video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Dal mondo della ricerca un appello per l’uso etico delle neurotecnologie – Scienza e Tecnica